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Un’azione simbolica, migliaia di divise da cuoco buttate per terra a simboleggiare il grido disperato di un settore,quello della ristorazione, tra i più colpiti a causa del coronavirus.

Gli chef hanno iniziato questa protesta dopo i due mesi di chiusura obbligatoria dei loro locali, il settore sta letteralmente morendo e devono essere prese delle iniziative al più presto, i fallimenti purtroppo saranno all’ordine del giorno.

Sotto lo slogan “sono un operatore della ristorazione e vorrei rimanere tale”, i ristoratori hanno voluto ricordare che in Belgio la ristorazione è la terza industria del paese per posti di lavoro distribuiti.

180.000 posti a tempo pieno, 200.000 collaboratori, 60.000 liberi professionisti.

Uno dei portavoce della protesta ha spiegato:

“Ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto misure specifiche dal governo per il nostro deconfinamento. Questa incapacità di assumersi la responsabilità del governo è mortale”.

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