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La protesta degli autotrasportatori: se chiude tutto alle 18 non possiamo mangiare, andare in bagno e lavarci. Fai-Conftrasporto si appella a Conte.

ROMA. «Almeno fateci lavare, almeno dateci un panino: non chiudete gli autogrill». Trasporti e circolazione delle merci, nonostante le ultime misure restrittive imposte dal governo, sono garantiti, i camion posso viaggiare liberamente anche per assicurare scorte e rifornimenti a tutto il Paese, ma bar, ristoranti e bagni delle aree di servizio chiudono alle 18 e questo fa scattare la protesta degli autotrasportatori. «Si sta creando una situazione che può degenerare», spiega di prima mattina ai microfoni di Caterpillar Am su Radio2 Daniele, camionista che col suo tir che trasporta materiali per la pulizia l’igiene personale dando voce a tutta la categoria. «Abbiano bisogno di rifocillarci, mangiare e lavarci anche dopo le 18. Attenti perché si rischia la paralisi», aggiunge chiedendo a Conte di «correggere il suo ultimo decreto».

Rischio blocco trasporti

«I provvedimenti adottati dal governo sono scoordinati e confusionari, è infatti perfettamente inutile consentire alle merci di viaggiare se bar, ristoranti e aree di sosta devono chiudere alle 18 e non consentono agli autisti di rifocillarsi e consumare un pasto alla fine della giornata di lavoro, nonché espletare i propri bisogni fisiologici e lavarsi bene le mani per mantenere alto il livello di igiene; le aree di sosta diventerebbero orinatoi a cielo aperto aprendo la strada ad altri problemi sanitari» protesta Salvatore Bella, leader di Aitras/Trasportounito che con 2000 associati è una delle maggiori associazioni di categoria della Sicilia e che è già arrivato a minacciare il blocco delle merci in tutta l’Isola. Stessi concetti dal leader nazionale di Trasporto unito Maurizio Longo che lamenta «disattenzione circa le modalità operative del trasporto e della logistica». Il primo paradosso, spiega,  è l’obbligo dell’autocertificazione per l’autista del camion: «Anche solo pensare che debba esibire un documento di autocertificazione risulta a dir poco grottesco e prova di una totale “non conoscenza” della tematiche del trasporto merci e della logistica», poi sono «del tutto incomprensibili» anche le norme che obbligano i conducenti a dotarsi di mascherine (ovviamente introvabili nel modello previsto) quando entrano nei centri di carico e scarico delle merci. «E ancora più contraddittoria la norma che impone la chiusura delle aree di servizio su autostrade e strade a grande scorrimento alle 18. Il che significa obbligare i conducenti a non rispettare la norma basilare relativa al suggerimento di lavare le mani e mantenere i più alti livelli di igiene, condannando invece conducenti nell’esercizio del loro lavoro a comportarsi nei modi diametralmente opposti e a utilizzare le piazzole di sosta come orinatoi a cielo aperto».

Lettera aperta a Conte

Dal presidente della Fai Conftrasporto Paolo Uggè, che ha inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio, arriva la richiesta di lasciare aperti gli autogrill «almeno sino alle 22» in modo «da poter mangiare un piatto caldo o acquistare un panino ma anche soddisfare personali esigenze igieniche o fisiologiche. E’ chiedere troppo?».

Uggè, tra l’altro, segnala che oltre a personale sanitario e forze dell’ordine, in questo momento particolarmente difficile vadano ringraziati anche «i tanti operatori del trasporto e in modo particolare i camionisti. Senza il loro impegno – aggiunge – i rifornimenti utili a non fermare l’intero Paese non ci sarebbero. Gli italiani resterebbero senza generi di prima necessità, senza medicinali, gli ospedali senza ossigeno, gli altiforni si spegnerebbero e le imprese che ancora producono senza possibilità di operare».  E quindi conclude: «Signor Presidente si sarà reso conto di un aspetto indiscutibile. Senza l’autotrasporto l’Italia è ferma! Certamente Lei lo saprà riconoscere e, spero vorrà tenerne conto, quando individuerà le misure necessarie a sostenere le iniziative che il Governo intende intraprendere. Dimenticanze non sarebbero vissute bene e facilmente comprese da chi ha proseguito nell’esercizio delle attività che consentono al Paese di vivere. Auspico che questo aspetto rimanga ben presente e sia tutelato con i fatti anche quando si uscirà da questa emergenza sia dagli uomini di governo che della stessa committenza. Troppe volte l’autotrasporto è stato utilizzato nei momenti di tragici avvenimenti. Passato il momento critico sono sempre stati trascurati dalle Istituzioni e da troppi committenti».

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