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Andrà all’asta il 19 febbraio la villetta di Cogne dove, il 30 gennaio 2002, venne ucciso il piccolo Samuele dalla madre Annamaria Franzoni. L’offerta minima è di circa 626mila euro e il valore stimato di circa 835mila. La proprietà andrà all’asta nell’ambito di un contenzioso tra i coniugi Lorenzi e l’avvocato Carlo Taormina.

La perizia – Nella perizia si legge che si tratta di una “villa di pregio isolata su quattro lati” e “bifamiliare”: le due unità immobiliari “sono utilizzate dai proprietari quale seconda casa”. Inoltre “il fabbricato, nel suo complesso, risulta in ottime condizioni generali”.

La stima dei costi – La “stima dei costi di regolarizzazione” tiene conto, tra l’altro, della mancanza di “comunicazione di fine lavori”, del “certificato di abitabilità” non richiesto, di una diversa suddivisione dei locali nel sottotetto e in un deposito interrato (entrambe sanabili) e di una scala in legno – tra il primo piano al sottotetto – da rimuovere (era prevista una botola).

La decisione dell’avvocato – In base a una sentenza civile passata in giudicato a Bologna, Anna Maria Franzoni, condannata per l’omicidio del figlio Samuele, avvenuto proprio nella casa di Montroz nel gennaio 2002, deve al suo ex legale oltre 275mila euro per il mancato pagamento degli onorari difensivi, divenuti circa 450mila nell’atto di pignoramento. E’ stato il tribunale di Aosta, un mese fa, a disporre la vendita dell’immobile, dopo aver respinto, a settembre, le richieste di sospensione dell’esecuzione immobiliare da parte dei coniugi Lorenzi.

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