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Un boato tale da provocare un sisma di magnitudo 2.2. E’ accaduto in Cina, nell’impianto chimico della Tianjiayi Chemical, nella provincia cinese di Jiangsu.
Il numero dei morti sale a 47, mentre si contano 460 feriti, di cui 90 sono in condizioni gravissime. Ci sono voluti ben 86 mezzi dei vigili del fuoco per domare le fiamme.

Le immagini infatti mostrano roghi altissimi e una nuvola nera densa di fumo che hanno costretto i residenti nei quartieri limitrofi a lasciare la zona. Alcuni di questi, proprio a causa dell’onda d’urto dell’esplosione, sono stati trasportati in ospedale.

Altre morti bianche per la sicurezza instabile

Un altro episodio di precaria sicurezza. Ricordiamo infatti l’esplosione in un altro impianto chimico, sempre in Cina, nel distretto di Qiaogong, dove lo scorso novembre persero la vita 23 persone e ne rimasero ferite 22.

La situazione sembra invece essere tornata alla normalità a Houston, in Texas, dove domenica 17 marzo è esploso un impianto petrolchimico le cui fiamme hanno messo in difficoltà i vigili del fuoco per più di 24 ore.

 

 

 

 

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