La cimice asiatica
La cimice asiatica

La Cia-Agricoltori Italiani ha lanciato l’allarme, la cimice asiatica è il nuovo flagello dell’agricoltura del nord Italia, i danni nelle campagne sono enormi e il rischio è di azzerare il settore ortofrutticolo in Emilia-Romagna e Veneto, mentre il parassita si diffonde a macchia d’olio anche nelle regioni vicine, come Lombardia, Trentino e Friuli-Venezia Giulia.

L’ALLARME

Il presidente della Cia Dino Scanavino ha portato la questione anche al tavolo con il premier Giuseppe Conte e le parti sociali: “I cambiamenti climatici stanno portando parassiti, patogeni e insetti alieni che trovano sul nostro territorio un ambiente idoneo per proliferare. Una presenza pericolosa per l’agricoltura, a cui bisogna rispondere dando più spazio e risorse alla ricerca e con interventi rapidi di sostegno ai produttori”.

LA SITUAZIONE

Si stimano danni da milioni di euro per colpa della cimice asiatica. In Emilia-Romagna, in particolare, le perdite sul pero sono enormi arrivando anche al 100% dei frutti in alcune aziende, soprattutto del Ferrarese. Danni accertati del 25-30% anche su pesco, susino, albicocco, ciliegio, mandorlo. Peggio ancora le colture di pomacee (melo, pero e nespolo) biologiche non protette da reti: il danno valutato ad oggi è tra il 40% e l’80%. Anche la soia subisce la numerosa presenza della cimice asiatica, in aumento anche in Veneto, dove le situazioni più gravi si registrano nel Polesine e nel Padovano. Nella provincia di Rovigo soprattutto, i frutticoltori prevedono una perdita dal 40% al 100% del raccolto, mentre la cimice ha cominciato ad attaccare nelle aziende padovane anche zucchine, melanzane, insalata, pomodori e peperoni.

L’ANTIDOTO

L’unico antidoto al momento noto che potrebbe fermare la cimice asiatica è un altro animale asiatico, si tratta della vespa samurai, allevata per mangiarne le larve.

 

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