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La notte del 2 dicembre 2019, in seguito ad un cedimento strutturale, due condomìni di Ciampino sono stati sgomberati e 24 famiglie ora non possono accedere alle loro case.

Gli stessi inquilini hanno creato una raccolta fondi per le spese che si presume, saranno altissime, visti i lunghi tempi burocratici e delle indagini.

Noi di Non è la Radio, durante la trasmissione Fatece caso li abbiamo raggiunti telefonicamente e messi in contatto con l’Unione Inquilini di Roma

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Fra gli inquilini ci sono persone disabili e bambini anche molto piccoli, realtà di vita differenti che necessitano in molti di casi di un aiuto concreto nel sostenere le spese per la permanenza in albergo, in affitto e per la messa in sicurezza e ricostruzione dell’edificio.

I tempi saranno lunghi, superiori ai 12 mesi, e l’intervento delle istituzioni complicato da questioni burocratiche lungi dall’essere risolte.

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Negli ultimi giorni la situazione della palazzina è peggiorata ed è stato necessario evacuare anche le famiglie delle palazzine circostanti.

Chiediamo quindi un sostegno per chi ne ha maggiormente necessità, entro il prossimo mese molti dovranno stabilirsi in affitto e allo stesso tempo contribuire alle ingenti spese, dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro per l’intero stabile.

È quindi possibile aiutare non solo con un contributo economico, ma anche offrendo in zona Ciampino – Roma Sud un appartamento in affitto a prezzi agevolati o uno spazio dove depositare materiale evacuato.

LA RACCOLTA FONDI

– La raccolta fondi è gestita direttamente da uno degli inquilini sfollati (Silvio Villa), che vive nella palazzina da 6 anni ed è coordinata da tutti gli altri inquilini.

– I fondi raccolti saranno devoluti alle famiglie di sfollati che più ne hanno bisogno per coprire i costi immediati di alloggio (albergo nei primi giorni necessari a trovare un affitto, affitto successivamente) e i costi immediati di messa in sicurezza dell’edificio. Non tutte le famiglie possono anticipare in tempi brevi alcune migliaia di euro per la messa in sicurezza.

– La campagna sarà tenuta aperta per tutto il periodo necessario alle famiglie per tornare ad abitare nella palazzina, sia che questa sarà abbattuta e ricostruita, sia che questa sarà consolidata. Indicativamente la campagna durerà per uno o due anni e i fondi saranno prelevati mensilmente per coprire gli affitti e ad ogni pagamento richiesto per la messa in sicurezza dello stabile.

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