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CHIUSO PER CORONAVIRUS

Più tecnica che politica la puntata di Mercoledì 8 aprile con Maurizio Forliti, coordinatore del dipartimento commercio ed attività produttive della Regione Lazio, ospite di Un caffè con, condotto da Valerio Scambelluri.

In realtà una puntata con Maurizio Forliti, e con Luca Salvadori, esperto commercialista, era già stata calendarizzata prima che si iniziasse a parlare di Covid-19, ma poi, nel rispetto delle ristrettezze imposte dal Governo è stata, come tante altre, rimandata a data da destinarsi.

Poichè la situazione del commercio in Italia, soprattutto nelle grandi metropoli, sembra essere, causa anche il coronavirus, ormai al collasso, ci è sembrato giusto affrontare l’argomento ed ascoltare alcune dichiarazioni.

Basteranno gli aiuti del Governo?

Beh credo di poter affermare che per vari problemi burocratici i tanti decantati aiuti economici del Premier Conte, prima di altri 60 giorni gli italiani non vedranno accreditati questi soldi sui loro conti correnti.

Anche perchè la convenzione del Governo con le banche prevede che l’imprenditore vada in banca a fare richiesta di fido personale… ma poichè tante persone nel tempo potrebbero aver avuto problemi di mancati pagamenti etc, staremo a vedere se le banche saranno disposte a concederlo.

Considerate che in tanti settori si compra la merce con delle cambiali che via via vanno incassate e probabilmete tante non saranno pagate, ecco che si vanno a creare “i protestati dal covid”…

E quindi?

Il Governo ha fatto quello che probabilmente poteva fare, il problema è che con il nostro immenso debito pubblico di più non si poteva fare…

Siamo destinati a morire economicamente?

La salvezza sono gli eurobond, ma è ovvio che alcuni stati, quelli con i bilanci in ordine, non hanno nessuna voglia di garantire per gli stati come la Spagna, la Grecia o l’Italia e se l’Italia emettesse dei bond non garantiti dall’Europa dubito che diventino appetibili per investitori esteri.

E qual è la soluzione per aiutare gli operatori economici?

Noi abbiamo delle attività che potranno ripartire e lavorare ed altre che quando ripartiranno saranno comunque ferme, vedi il turismo che passerà lunghi mesi di carestia.

Credo che una soluzione non può essere il rimandare le tasse che probabilmente non sarà nessuno in grado di pagare, ma di cancellarle almeno per un anno o abbassare nettamente il livello di tassazione, altrimenti nessuno potrà restituire i soldi avuti in prestito ed il Governo rischia di dover tirare fuori molti più soldi per risanare le banche.

Rischiamo un disastro economico?

Stando in Europa abbiamo le mani molto legate, l’ideale sarebbe tornare a stampare moneta ma non si può a causa degli accordi economici, dovremmo uscire dall’Europa o almeno da questa Europa.

Però tutti dicono che sarebbe meglio uscirne ma poi votano partiti europeisti…

Alle prossime elezioni credo ci saranno grandi sconvolgimenti, ormai credo siano in pochi quelli che vorranno continuare a rimanerci dentro.

Il tuo partito, Fratelli d’Italia, ha qualche iniziativa realizzabile da proporre?

Sicuramente allungare più possibile le scadenze, tenere possibilmente gli interessi a zero per i prestiti che le banche concederanno e poi si vedrà cosa esce fuori dall’Europa, poi in parlamento si deciderà come affrontarle.

Valerio Scambelluri

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