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L’azione dei leader di partito è ormai è diventata una sorta di ibrido fra la Prima Repubblica, Temptation Island, e il Royal Rumble della WWE. Non ci si capisce un cazzo, non esiste alcuno spunto logico in quello che i politici dicono ai propri elettori – probabilmente perché tutti, nessuno escluso, li reputano così stupidi da potergli propinare tutto e il contrario di tutto nel giro di tre giorni – e soprattutto abbiamo ancora davanti diversi giorni di editoriali e retroscena da insider sui giornali italiani.

Soltanto a pensarci, mi viene da suicidarmi.

In questa mischia furibonda però, esistono italiani che cercano in tutti i modi di dimostrarsi più stupidi e cerebralmente inetti degli altri:

Quelli che passano il proprio tempo produttivo a commentare con le loro opinioni o impressioni i post dei politici.

Di tutti i politici.

Quanto smegma devi avere avviluppato intorno alle sinapsi per ingaggiare discussioni politiche da bar sotto il profilo di un politico? Qual è il senso di farlo? Pensi che ti leggeranno? Che la tua opinione verrà presa in considerazione? Credi i tuoi pensieri possano essere spunto per indirizzare questo paese?

Avete mai passato un po’ di tempo sbirciando i profili dei tizi e delle tizie che passano il loro tempo a commentare i post politici? Nel 99,9% dei casi sono esseri aberranti. E non sto parlando di uno schieramento politico in particolare: tutti i commenti sotto i post di tutti i politici sono prodotti da casi umani.

Perché diciamocelo: chi ha il livello di cognizione cerebrale adeguato a questa vita, si rende benissimo conto che nel 2019 i commenti sui profili ufficiali della gente famosa di Facebook non hanno alcun significato; chi  ha passato gli ultimi 10 anni su qualsiasi social network sa benissimo che le discussioni online con sconosciuti sono del tutto superflue.

Intrise di concetti inutili, con insulti gratuiti e una frustrazione di fondo che rende tutto grottesco. Esempio pratico. Se sei una persona che ha davvero qualcosa da dire su un argomento in particolare, come ad esempio il sistema di tassazione – perché hai un master in macroeconomia – puoi scrivere un post sulla tua bacheca o su twitter e la gente che vuole leggerlo lo leggerà.

Andare sotto il post di un politico famoso a parlarne, è la scelta di un idiota: probabilmente il tuo interlocutore sarà un elettrauto di Brindisi che pensa di sapere come va ricalcolato il welfare perché si è informato sul blog complottista kombattolakastamentremimasturbosulprofiloufficialedisabrinasalerno.com

La maggior parte della gente in giro per il mondo è stupida, non ha gli strumenti per affrontare una conversazione seria: cosa stai facendo?

Ieri, ho passato un’oretta a sbirciare i profili di questa gente, ed è stato brutale. Ogni politico ha i suoi ritardati di riferimento, che sono omogenei nella sfida e nella stupidità, ma con differenze di tipologia. Ne ho selezionati alcuni.

Sotto il profilo di Salvini ho trovato un tizio palestrato e pelato, che si era fatto un piercing sulla tempia sinistra (perché uno dovrebbe farsi un piercing sulla tempia? Forse è un bullone, tipo quello di Frankenstein), e mostrava fiero le sopracciglia a ali di gabbiano. Ha postato sia un’ode al Capitano, sia una a Putin – mi piacerebbe tanto capire cosa sa della politica russa lui.

Sotto il profilo di Renzi ho trovato un minirenzi di 18 anni con la stessa faccia da tizio a cui vorresti pisciare nelle scarpe. Uno di quegli adolescenti stronzi pieni di ideali inutili, che vogliono sembrare attivi e produttivi perché tengono al futuro del paese, ma in realtà sono pieni di bieche ambizioni personali perché al liceo tutti li prendevano per il culo. Aveva un’immagine del profilo insieme all’assistente dell’ex responsabile della comunicazione di Renzi. Lo so, perché lo aveva scritto nella didascalia: insieme all’assistente di Alessio de Giorgi. Praticamente è come se un tifoso della Roma mettesse come immagine del profilo una foto che si è fatto con il marito della colf di Francesco Totti.

Sotto il profilo di Di Maio ho trovato una donna di 50 anni che fra nella galleria caricata dal cellulare aveva messo una foto in posa insieme al divano-letto in soggiorno. Non sopra, non accanto, insieme: lo mostrava anche con la mano, come se fosse vicino a un monumento. Si era messa anche in ghingheri per essere degna del divano letto: pantaloni bianchi con i brillantini sulle cuciture presi al mercato, scarpe simil Fornarina, piega fatta male dai cinesi, sorriso con piorrea. Probabilmente stava andando a mangiare la pizza col marito, e per iniziare bene la serata gli ha detto «Armando, fammi una foto insieme al divano letto».

Sotto il profilo di Zingaretti ho trovato solo vecchi, che come tutti sanno sono scemi come categoria.

Forse dovremmo cominciare a prendere in analisi il fatto che se questo Paese si sta sempre più impoverendo è perché in genere i media, passano il tempo ad informarci sull’ultima uscita social dei politici italiani, piuttosto che sull’ultima legge approvata in senato, il dibattito che avviene nelle commissioni parlamentari, le tribune politiche in cui i leader dei partiti si confrontano su temi reali e non sull’ultima boutade acchiappa “like” o commenti da idioti.

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