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Ha dell’incredibile quanto accaduto al minuto 16 di Psg-Basaksehir, match valido per la sesta ed ultima giornata della fase a gironi di Champions League

Sono bastati 6 minuti. In 360 secondi i 22 giocatori del Paris Saint Germain e del Basaksehir di Istanbul hanno abbandonato l’8 dicembre la partita di Champions League dopo che il quarto uomo, il romeno Sebastian Coltescu, avrebbe rivolto un insulto razzista riferendosi al vice allenatore della squadra turca Pierre Webò (anche ex attaccante del Camerun). E tutto questo al minuto 14’ del primo tempo. Insomma, un susseguirsi di minuti che però ripresentano un problema atavico nel mondo dello sport: il razzismo. E questa volta i tifosi non c’entrano nulla.

I fatti nella partita di Champions League

A scatenare la protesta allo stadio dei Principi di Parigi è stato il Basaksehir con l’attaccante della squadra turca Demba Ba (ex Chelsea), seduto in panchina, che ha sostenuto di aver sentito le parole “negro” dal quarto uomo Sebastian Coltescu, riferite all’assistente allenatore della squadra turca Pierre Webò.
Sebastian Coltescu, per indicare al primo arbitro proprio Webò che aveva protestato in precedenza, ha utilizzato la parola «negru», più volte. Pierre Webò viene così espulso dal primo arbitro.
A questo punto interviene l’attaccante Demba Ba che mentre viene allontanato anche lui dal primo arbitro grida al 4° arbitro: «Perché dici negro? Perché dici negro? Perché gli altri non li chiami così? Perché non li chiami bianchi?».
Arriva l’allenatore Okan Buruk (ex Inter) a prendere le sue difese e a urlare contro il quarto uomo: «Sei un razzista». Coltescu si è provato a giustificare spiegando che nella sua lingua la parola «negru» non è considerata offensiva.

L’abbandono del campo

Sono così intervenuti i funzionari della Uefa per provare a calmare gli animi, inutilmente.
Anche Neymar si è avvicinato per calmare gli animi, e anche a lui Demba Ba ha chiesto di lasciare il campo.Poi, dopo 6 minuti, mentre i dirigenti delle 2 squadre (tra i quali Leonardo) entravano in campo per cercare di capire cosa stesse succedendo, i 22 giocatori in campo e quelli delle panchine sono tornati negli spogliatoi.
Neymar e Mbappé hanno preso le difese degli avversari, appoggiando la decisione di lasciare il campo, accettando però di tornare soltanto se il quarto uomo verrà rimosso; non è passato neanche il tentativo di spostarlo al Var. Il match non è mai ricominciato.

Le reazioni

Il club turco ha poi postato su Twitter un messaggio «no to racism, respect», lo slogan usato dall’Uefa, mentre il leader turco Erdogan ha invitato la Federazione «ad agire contro un evidente episodio di razzismo». I vertici del calcio europeo hanno annunciato che “sarà immediatamente aperta un’indagine approfondita sull’incidente avvenuto. Il razzismo e la discriminazione in tutte le sue forme non trovano posto nel calcio».
A rincarare la protesta contro il razzismo anche la Federcalcio francese. «L’incidente – spiega Noël Le Graët, presidente della Federcalcio francese – è inaccettabile. Vorrei rendere omaggio all’atteggiamento delle due squadre che hanno preso una decisione forte ed esemplare quando hanno lasciato il campo. Questi incidenti inaccettabili non hanno posto in uno stadio. L’indagine condotta dall’Uefa dovrebbe far luce su questi incidenti e prendere le sanzioni necessarie in caso di osservazioni razziste».
«Condanno fermamente – ha aggiunto Ionut Stroe, ministro dello sport romeno – qualsiasi commento che possa essere interpretato come razzista, xenofobo o discriminatorio. Mi scuso a nome dello sport rumeno per questo sfortunato incidente, che non ci rappresenta».

Nuovo incontro con arbitri diversi

La partita riprenderà con arbitri totalmente diversi il 9 dicembre alle 18.55 ripartendo dal 14′, «a titolo eccezionale, ha spiegato l’Uefa». Sarà l’arbitro olandese Danny Makkelie a dirigere la partita di Champions League del Gruppo H. Gli assistenti saranno l’olandese Mario Diks e il polacco Marcin Boniek. Al var ci saranno gli italiani Marco Di Bello e Maurizio Mariani. Infine, il quarto uomo sarà il polacco Bartosz Frankowski.

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