epa08269395 Traders work on the floor of the New York Stock Exchange in New York, New York, USA, on 04 March 2020. Investors around the world are continuing to react to the economic impact of the coronavirus as well as developing news related to the US presidential election. EPA/JUSTIN LANE
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Pandemia, epidemia? Per Oms e Banca Mondiale non è questione di vittime, ma di soldi. La vicenda dei bond-catastrofe, ovvero come la finanza scommette contro disastri naturali e pandemie nell’era globalizzazione.

Una delle attività che occupa più spazio in chi si occupa professionalmente di portafogli di investimento è la continua ricerca di decorrelazione fra le diverse componenti di portafoglio. Non fanno eccezione le catastrofi naturali o artificiali, sulle quali nel 2017 la Banca Mondiale ha emesso delle  obbligazioni  in corrispondenza di episodi molto gravi dal punto di vista della salute delle persone su scala globale.

La ratio che sta dietro alla loro emissione si fa risalire ai tempi dell’epidemia di ebola. L’intento era, in apparenza, nobile:

“gli investitori acquistavano queste azioni che sarebbero andate a finire nei fondi della Banca Mondiale. Nel caso in cui l’epidemia fosse stata classificata dall’Oms come pandemia, quei soldi sarebbero serviti da aiuto ai Paesi all’interno dei quali era scoppiata la stessa pandemia. Ma in caso contrario, l’investimento sarebbe rimasto bloccato fino alla sua scadenza, prevista nel luglio del 2020.”

Cosa sono i Cat-Bond o Catastrophe bond: 

Una categoria di strumenti con elevata decorrelazione dall’andamento dei mercati finanziari è costituita dai cosiddetti Cat Bonds (o Catastrophe Bonds).

I Cat Bonds sono strumenti finanziari, del tutto simili alle obbligazioni tradizionali, che trasferiscono alcuni tipi di rischio, legati principalmente alle proprietà immobiliari, dal mercato assicurativo al mercato dei capitali. Il profilo di rendimento dei Cat Bond è legato al verificarsi di eventi straordinari predefiniti, come terremoti, uragani o inondazioni. Il sottoscrittore di un Cat Bond legato ad esempio ad un terremoto in una specifica area geografica, si comporta come un assicuratore che vende protezione: se non succede nulla durante la vita dell’obbligazione il sottoscrittore del bond riceve una cedola importante corrispondente al premio assicurativo, e alla scadenza gli viene restituito interamente il capitale; se invece accade un evento contemplato dal regolamento del bond, il capitale sarà utilizzato in tutto o in parte per risarcire gli assicurati dai danni e quindi l’investitore subirà una perdita che al limite potrà azzerare l’intero capitale sottoscritto.

Quella del Corona Virus è una Pandemia? 

Insomma, se la pandemia non fosse dichiarata – e questo è il compito che spetta all’Organizzazione mondiale della Sanità -, è verosimile che quegli investimenti iniziali possano tornare, con tanto di guadagno, a chi aveva acquistato i famosi Cat-Bond. Una situazione paradossale e poco chiara, anche poco etica se vogliamo, che va a stravolgere completamente la premessa in base alla quale i Cat-Bond erano stati inventati.

Si pensi al caso dell’ebola, la malattia che fu in grado – dopo il 2017, ovvero dopo l’emissione dei Cat-Bond – di provocare oltre 3mila morti nella Repubblica del Congo. In quel caso, non venne dichiarata la pandemia da parte dell’Oms, perché sarebbe stato necessario un altro requisito, previsto nella struttura stessa dei Cat-Bond. La morte di altre 40 persone in uno Stato diverso da quello dello sviluppo del focolaio. Circostanza che, nel caso in specie dell’epidemia scoppiata in Congo, non si verificò. Invece oggi col Corona virus si è già verificata, sebbeme l’Oms non abbia ancora dichiarato lo scoppio di una pandemia, nonostante i numeri per soddisfare i criteri relativi al rilascio dei Cat-Bond in favore degli stati interessati maggiormente dal contagio e dalla diffusione dello stesso.

Quanto Valgono i Catastrofe Bond? 

In totale, il controvalore dei Cat-Bond andato in asta è stato di 425 milioni di dollari, con scadenza a luglio 2020 e diviso in due tranche, una con un rischio di investimento più basso e una con un rischio di investimento più alto. Oggi il Covid-19 ha superato il livello di decessi “necessari” per mettere a rischio la maturazione di quei bond, facendo scattare anticipatamente la clausola di default. Ma occorre che l’Oms dichiari la pandemia.

Il mercato dei Cat-Bond sembra andare proprio in questa direzione, visto il crollo del costo delle singole obbligazioni. Ma anche nel caso in cui l’Oms dovesse dichiarare la pandemia, l’impiego di questo fondo a favore degli Stati interessati dal contagio non è scontato e deve passare attraverso diversi step. Una situazione molto intricata, che mostra come l’alta finanza non tenga conto – molto spesso – di rischiare letteralmente sulle vite umane.

L’ultima parola spetta alla Air Worldwide Corporation, un’ azienda privata di Boston

Ricapitolando, per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il coronavirus non è ancora ufficialmente una pandemia globale ma per i bond che la Banca Mondiale ha emesso come assicurazione da una catastrofe naturale come quella del Covid-19, sì. O quasi.

Perché allora questa discrasia di valutazione?

Questione di cinque mesi. Passati i quali, i bond venduti nel 2017 dalla Banca Mondiale al fine di racimolare fondi per i Paesi poveri chiamati a fronteggiare pandemie globali andranno a maturazione, garantendo ai loro possessori privati lauti guadagni, visto che già oggi il rendimento è dell’11% superiore al tasso Libor per quanto riguarda la tranche obbligazionaria più rischiosa.

Cosa c’entra l’Oms? Tutto, di fatto. Perché proprio la classificazione dell’epidemia in atto opererà da primo discrimine fra il placido arrivo a scadenza di quei bond oppure l‘innesco della clausola che annullerebbe gli investimenti garantendo ai Paesi colpiti lo stanziamento dei fondi che fanno riferimento a quell’emissione. Di per sé, già un qualcosa che risulta decisamente bizzarro.

Ma se l’elenco di quelle che possiamo definire estrosità appare lungo in questa vicenda, un posto sul podio lo merita di diritto il fatto che, ottenuta la luce verde dall’Oms riguardo il riconoscimento della pandemia, per permettere ai Paesi che ne hanno bisogno di entrare in possesso dei fondi occorrerà il via libera della Air Worldwide Corporation, un’azienda privata con sede a Boston.

 

 

MAmanero

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