Anastasia, fidanzata di Luca Sacchi e Del Grosso

I quattro giorni passati dall’omicidio di Luca Sacchi hanno riempito di dubbi quella che appariva a caldo come una rapina di strada finita in tragedia, in cui il profilo della vittima e degli altri protagonisti era ben definito. Scenario e motivi dello sparo fatale vanno invece almeno in buona parte riscritti. A partire dal ruolo della 25enne Anastasiya Kylemnyk.

Che sarà interrogata di nuovo ad ore ma non è indagata. Una scelta, questa, spiegabile forse con la strategia del pm Nadia Plastina di non darle, nella veste di testimone, la possibilità di mentire o non rispondere. Anche la famiglia del suo ragazzo avrebbe preso le distanze da lei. Sia umanamente che sul piano pratico: Nastia, come si fa chiamare su social, ha nominato un avvocato diverso da quello dei Sacchi.

LA VERSIONE DI NASTYA

Il racconto della giovane è pieno di incongruenze sulle quali indagano i carabinieri del Nucleo investigativo e la Squadra mobile. E se in un primo momento potevano essere attribuite al suo (sincero) stato di choc, sembrano ora nascondere ben altra verità. Intanto la sua versione non trova conferme nelle immagini delle telecamere di sorveglianza, che inquadrano la Smart dei killer arrivare in via Mommsen ma non il momento in cui i due 21enni Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, accusati dell’omicidio, avrebbero provato a strappare la borsa della ragazza, colpendola con una mazza da baseball, respingendo poi la reazione di Sacchi con il colpo di pistola alla nuca. Tutto avviene in pochi attimi, tanto da far pensare che ci possa essere una fase precedente allo sparo ancora da scrivere. Un testimone racconta che Anastasiya è arrivata sul posto solo dopo oltre un minuto. Nessun dubbio invece sul fatto che lei avesse lo zainetto con sé e che sia stata davvero colpita e caduta (da cui la lieve contusione).

I CONTATTI PER LO SCAMBIO

Uno dei dubbi riguarda la quantità effettiva di denaro contenuta nello zainetto. Anche a immaginare l’azione di due balordi, un assalto armato per derubare una studentessa è sembrato fin da subito improbabile. E infatti è emerso che Del Grosso e Pirino sapevano, grazie alla conferma di un loro emissario, che nello zaino in pelle rosa c’erano due rotoli di banconote da 50 e 20 euro. Il conto esatto non è possibile farlo (i soldi non sono stati ritrovati), ma gli inquirenti ci stanno arrivando per deduzione, indagando sulla quantità di merce che quel denaro doveva comprare. Almeno quattro etti di erba per 2mila euro o forse più. Non un acquisto per uso personale e sovradimensionato anche per un gruppo di amici.

COMPLICI E MANDANTI

I testimoni riferiscono che all’affare dovevano prendere parte tre ragazzi oltre a Nastia e che lei, dopo aver lasciato in visione lo zaino agli intermediari dei pusher per mostrare il denaro, lo ha ripreso in attesa della merce. Più di una ingenuità che la esponga alla rapina, sembra una procedura codificata in cui la ragazza riveste un ruolo da tramite. Agiva per conto di qualcuno per non destare sospetti? E Luca doveva proteggerla, come poi ha fatto, o si limitava ad accompagnarla? Difficile che Del Grosso e Pirino si siano spinti così lontano da San Basilio per un affare di routine condotto in prima persona.

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