Cervia
5 sapori
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
olsa
True Beauty lab

Continuiamo a parlare del caso Davide Cervia, l’ex-militare sequestrato nel 1990 e mai più ritrovato. Lo avevamo già fatto intervistando sua figlia come anche il giornalista Gianluca Cicinelli, che ha dedicato due libri alla vicenda, e ricordando il recente weekend romano in suo onore.
Ci ritorniamo sentendo questa volta l’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta, la quale quando era in carica aveva deciso di non far ricorrere in appello lo Stato a seguito della sentenza di primo grado che aveva riconosciuto il mancato rispetto del diritto alla verità nei confronti della famiglia Cervia riguardo la scomparsa di Davide.
In parole più semplici: grazie all’allora ministro lo Stato ha riconosciuto la propria inadeguatezza nel fornire alla famiglia Cervia delle risposte chiare.
Fatece Caso l’ha intervistata il 22 settembre 2020.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ELISABETTA TRENTA:

Di seguito alcune delle dichiarazioni più importanti a noi rilasciate dall’ex ministro:

«Conosco la storia da quando è nata, essendo di Velletri. Perciò la mia vicinanza alla famiglia c’è sempre stata e mi è sembrato giusto chiedere scusa a nome dello Stato».

«Avrei voluto una commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Cervia, e la proposi sia al presidente del Consiglio che al presidente della commissione Difesa. Il presidente Conte scrisse alla famiglia Cervia per confermare che la valutazione sull’istituzione della commissione era in corso. Per quanto non credo che essa possa essere fatta in questa legislatura visto il momento che viviamo, spero che l’argomento possa essere ripreso; è importante che la questione venga posta perché è un fatto importante che lo Stato abbia riconosciuto che la verità non è stata sempre detta».

«Non ho una mia idea precisa su quanto avvenuto. Certo di cose strane ne sono avvenute tante e tanti sono i punti interrogativi; per questo è importante andare fino in fondo alla vicenda».

«Pur essendo stato ministro, non ho potuto visionare alcun documento sul caso Cervia. Sono questioni svolte nel segreto, probabilmente sconosciute allo stesso ministro dell’epoca; parliamo di qualcosa fatto al di fuori della normalità e di ogni documento che un ministro possa vedere. Una commissione può andare molto più a fondo».

«Non credo che oggi sia possibile un nuovo caso Cervia e non conosco storie simili. Rispetto ad allora adesso, quando vendiamo materiale bellico, forniamo congiuntamente anche la formazione del personale».

Continueremo a seguire insieme a voi questa storia.

5 sapori

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here