È intervenuto l’economista ed esperto di marketing Carlo Botta, per parlare dei minibot.

Ascolta l’audio integrale dell’intervista:

Abbiamo letto polemiche sui giornali, ricostruzioni di ciò che è avvenuto in Parlamento, ma non c’è stato un approfondimento su quello che volesse dire questa mozione approvata dalla Camera che consentiva il pagamento dei debiti della P.A. anche attraverso titoli di Stato di piccolo taglio. Può spiegarci meglio? 

In Italia abbiamo circa 60 miliardi di crediti vantati da famiglie e imprese che hanno lavorato o eseguito servizi per la macchina pubblica. Questo credito è congelato da anni e Claudio Borghi, presidente della commissione finanze della Camera propose uno strumento che non fosse in contrasto con i trattati europei vigenti.

minibot

Ricordiamo che i trattati impediscono la circolazione di una seconda moneta, ma questi minibot non sarebbero una seconda moneta, giusto?

Voler rendere questo argomento semplice complicato fa parte della strategia della disinformazione del nostro Paese. A mio avviso è un progetto di buon senso e cioè oggi esiste già un debito pubblico, che andrebbe frazionato. La parola “debito” in Italia è strumentalizzato. L’87% di quella cifra è ricchezza di risparmio, cioè titoli in portafoglio. Il 3% di quella voce riguarda crediti privati, ossia famiglie e imprese; quello che rimane sono impegni di spesa ed è quello il vero debito. Lo Stato emette titoli di piccolo taglio, nessuno ci obbliga a emettere titoli non inferiori ai 1000 euro, il taglio minimo disponibile sul mercato. Questo strumento sarà sovrapponibile alla valuta corrente.

Chi dice che tale strumento aumenterebbe l’esposizione debitoria dello Stato, direbbe una bugia. Il cittadino che ha fatto per esempio i lavori in casa e deve aspettare 5 anni per decurtare questo investimento, se lo vede saldato subito dallo Stato, con questo strumento. Siccome i minibot sono accettati dalla Repubblica Italiana. Favorisce scambi tra cittadini e imprese, ci si può pagare il biglietto del treno, pagare le spese, le tasse, le multe, tutto ciò che è pubblico. 

Se usato con intelligenza può aiutare anche il piccolo negozio sotto casa, favorisce un’economia di prossimità.

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La mozione dei minibot è stata approvata dall’unanimità. Signor Botta, quanta politica c’è dentro questo provvedimento che dovrebbe essere esclusivamente tecnico?

La disputa è tra chi vuole che l’Italia resti incatenata e chi invece sta cercando di liberarla. Se questo strumento non fosse idea di nessuna parte politica, abbiamo visto imprenditori che hanno pagato tasse, anche in eccesso tanto da essere in credito con lo Stato; allo stesso tempo però questi si sono ritrovati a dover attingere al patrimonio personale per mandare avanti l’azienda e molti hanno messo in garanzia i propri immobili. Con l’esistenza dei minibot, non ci sarebbero 6000 suicidi l’anno, collegati all’austerity italiano, non chiuderebbero i negozi e le aziende.

Oggi un giovane precario non può neanche avvicinarsi a chiedere un mutuo. Non c’è futuro in questo, non si può mettere su famiglia perché le banche si finanziano direttamente dalla BCE. Con la parola “Europa”, che non c’entra niente con l’Unione Europea, vi stanno rubando il futuro. 

Sono uno strumento di buonsenso che va a beneficiare agli italiani, imprese e famiglie.

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Se con i minibot pagheremo le tasse dell’anno successivo, non c’è la possibilità di vederli annullati in un anno?

Non sono titoli con scadenza e interessi, non sono titoli normali, sono come le 500 lire di Aldo Moro.
Una cosa è la banconota, ossia una nota emessa dalla banca, un’altra cosa è lo statonota, che non ha scadenza e interessi fruttiferi perché sono titoli dello Stato.
La scadenza c’è quando si riporta la nota all’emittente. Nel momento in cui si pagano le tasse e si ridanno allo Stato, il ciclo di questo titolo si esaurisce. Hanno più garanzia questi titoli che l’euro stesso.
Sarà una boccata di ossigeno in questo sistema che hanno criminalmente reso anemico.

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