Nonostante il 18enne e il 19enne abbiano confessato, restano dubbi sulla ricostruzione di quanto avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì.

Proviamo a fare chiarezza, ripercorrendo ora per ora i fatti accaduti nella notte tra Giovedì e Venerdì a Roma:

L’acquisto della droga a Trastevere  e il furto del Borsello

I due cittadini americani, Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjorth (che parla italiani), decidono di voler trascorrere un’ ultima nottata di follia nella Capitale e così vanno in cerca di droga (probabilmente cocaina) e si rivolgono a un italiano, incontrato a Piazza Mastai. (zona Trastevere)
L’italiano decide di aiutare gli americani e  li mette in contatto con un pusher che li raggiunge e gli cede la droga. Avviene l’acquisto dietro pagamento di cento euro, ma gli americani si accorgono che, invece della droga, hanno comperato dell’aspirina. Arrabbiati, decidono di vendicarsi con il loro primo contatto. Ritornano a Piazza Mastai, dove incontrano la stessa persona che aveva fatto da tramite, Mentre il Pusher era sparito.  Gli sottraggono lo zaino con dentro il telefonino. Il primo contatto italiano, allora, chiama successivamente al suo numero e i ragazzi gli rispondono: riavrà quanto è suo in cambio della restituzione dei cento euro più un grammo di cocaina. L’appuntamento convenuto è in via Cossa, quartiere Prati. Solo a questo punto il derubato chiama i carabinieri. E’ convinto di non aver fatto nulla e di essere estraneo alla vicenda. Ha semplicemente favorito un incontro e quindi si sente una vittima in questa vicenda, per questo si rivolge ai Carabinieri.

L’omicidio in Via Pietro Cossa

Si presentano al rendez vous dunque il vicebrigadiere Rega ed il collega Andrea Varriale. Natale Jorth,in grado di comprendere l’italiano, ammette che i carabinieri che gli si sono avvicinati si sono qualificati come tali, mentre Lee nega di averlo capito: “Non pensavo fosse un carabiniere, avevo paura di essere nuovamente ingannato”, ha raccontato agli inquirenti.
Inizia una colluttazione. Lee, bloccato da Rega, estrae un coltello lungo 17 centimetri e colpisce per otto volte il vicebrigadiere “in zona vitale” che si accascia nel sangue. I due quindi fuggono verso il loro albergo a quattro stelle che si trova nelle vicinanze.
I carabinieri che indagano parlano di aggressione rapidissima, tanto che Varriale non ha avuto il tempo di sparare né le pattuglie dislocate in zona ad intervenire.

Le indagini e l’arguzia investigativa dei Carabinieri intervenuti:

A quel punto, iniziano le brevi,ma brillanti, indagini dei Carabinieri accorsi. All’inizio seguono una eventuale via di fuga e si mettono in cerca dell’arma del delitto, notano delle tracce di sangue sulle grate di un marciapiede.

A questo punto i  Carabinieri chiamano la scientifica, accorsa sul luogo del delitto che conferma che si tratta proprio di sangue.
Poco distante c’è un albergo, i Carabinieri chiedono se hanno delle telecamere di sorveglianza per cercare di capire chi sia passato di lì ma ci sono solo telecamere interne che vengono visionate. Sono le prime ore del mattino e i Carabinieri vedono dai filmati i due americani entrati appena due ore prima.

L’arresto e la traduzione in Caserma

Gli uomini dell’arma fanno irruzione nella stanza dei due americani, ancora vestiti e sotto evidenti effetti di alcool e sostanze stupefacenti.  I due americani  vengono fatti uscire da un’uscita secondaria dell’albergo, con il volto travisato  con dei tovaglioli e delle tovaglie prese repentinamente per non farli fotografare dalla stampa accorsa. Fuori ad attenderli c’era un’auto civetta. Tutto eseguito in rapidità e con il massimo riserbo per evitare la stampa, che raccoglie solo delle informazioni frammentarie, in particolare sulla nazionalità degli studenti americani.

La convalida dell’arresto da parte del GIP

Il gip ha convalidato il fermo dei due americani per tentata estorsione e omicidio aggravato in concorso. Nella loro stanza di albergo sono stati trovati abiti sporchi di sangue e l’arma del delitto.
 Dall’inchiesta è emerso che Finnegan Lee fa uso di psicofarmaci. Nella stanza di albergo dove alloggiava, gli inquirenti hanno rinvenuto un flacone di Xanax, un potente ansiolitico. Chi indaga non esclude che i due statunitensi avessero assunto alcolici prima di incontrare i due carabinieri in borghese la notte tra il 25 e 26 luglio.

Le dichiaraizoni dei familiari degli americani

“Non abbiamo ancora parlato con nostro figlio, siamo scioccati. Esprimiamo le più profonde condoglianze alla famiglia del brigadiere Cerciello Rega”. Lo afferma la famiglia di Finnegan Lee Elder in un comunicato pubblicato da Abc. “Non abbiamo informazioni indipendenti sull’accaduto, non siamo stati in grado di avere comunicazioni con nostro figlio. Chiediamo il rispetto della nostra privacy durante questo momento difficile. I nostri pensieri vanno a coloro che sono stati colpiti da questa tragedia”.

La camera ardente oggi a Roma

Si terrà domenica a Roma la camera ardente del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Sarà aperta dalle 16:00 alle 20:30 nella cappella di piazza Monte di Pietà, a pochi passi dalla caserma dei carabinieri di piazza Farnese dove da anni il militare prestava servizio.

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