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Una Roma testaccina riesce nell’ impresa di battere all’ Olimpico un Napoli non brillante come in passato seppur sceso in campo con gli uomini migliori a disposizione.

I giallorossi iniziano subito col piglio giusto e al minuto 19′ trovano il meritato vantaggio con Zaniolo che dal limite lascia partire una rasoiata che va ad insaccarsi all’ intersezione dei pali.

Minuto 26esimo, Callejon in versione difensore tocca di mano, per il VAR e’ calcio di rigore, ma Kolarov si fa ipnotizzare da Meret, risultato invariato.

Nella ripresa chi si aspettava una pronta reazione del Napoli restera’ deluso almeno inizialmente, infatti la Roma riallaccia le trame del gioco e da un cross del redivivo Pastore ottiene un nuovo calcio di rigore al 56esimo per fallo di mano dell’ ex Mario Rui.

Sul dischetto si presenta Veretout (da oggi “Passepartout”) e questa volta la palla va a gonfiare la rete alle spalle del pur bravo portiere partenopeo.

Si sveglia il Napoli che reagisce accorciando le distanze con Milik al minuto 72′ e sembra credere nell’ aggancio, ma la Roma controllera’ il match fino alla fine dei 90 minuti piu’ 6 concessi dall’ arbitro Rocchi.

Da registrare durante il match due legni per parte, un’ espulsione (Cetin) e una interruzione per cori razzisti di qualche facinoroso, per una gara da ricordare come ricca di emozioni e giocata a viso aperto ambo le parti.

Con questa vittoria la Roma si posiziona per un giorno al terzo posto in classifica scavalcando momentaneamente l’ Atalanta, mentre il Napoli scivola ancor piu’ giu’ e vede allontanarsi la zona Champions.

Erano anni che a Roma non si vedeva una squadra combattiva e propositiva, tutta cuore grinta e sudore, che facesse ri-innamorare i propri tifosi ed il merito va dato in primis al proprio allenatore Paulo Fonseca capace, nelle difficolta’, non solo di compattare il gruppo ma di resuscitare giocatori dati troppo presto per bolliti (vedi Pastore).

Complimenti al portoghese venuto da Donetsk… continua cosi “treinador”.

di Mauro Bonanni

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