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La QUESTIONE TAMPONI nel dettaglio: Tre sono i casi in discussione, Immobile, Leiva e Strakosha. La Uefa li ritiene positivi, di conseguenza gli nega la possibilità di giocare in Champions League.

Data la questione poco chiara, anche la Procura Federale ha aperto un fascicolo d’indagine, con il relativo compito di verificare l’ipotetica violazione del protocollo sportivo.

Primo step, la raccolta di testimonianze del Presidente Claudio Lotito e del responsabile medico Ivo Pulcini, che rilascia questa dichiarazione alla Gazzetta dello Sport:

«I tamponi rispetto a quelli nostri possono essere leggermente differenti per quello che riguarda il genoma N che rappresenta un po’ la coda di un avvenuto contatto con il virus e che è talmente debole come virulenza che non ha nessun significato contagioso. Però il fatto stesso che essendo ingigantito molte volte, la sola presenza dà come risposta debolmente positivo. E questo per la Uefa è sufficiente per escludere l’atleta dalla competizione. Mentre per la Serie A noi lo troviamo negativo e quindi può giocare. Questa è una grande assurdità, perché ci dovrebbe essere una stessa voce, uno stesso metodo e uno stesso controllo».

Queste invece le parole di Massimiliano Taccone, presidente del CdA della Futura Diagnostica:

“Processiamo noi i test dei biancocelesti e analizziamo tutti e tre i geni, tra cui quello non specifico del Covid e non infettivo. Ne abbiamo comunicato la positività e cosa comporti, poi se far giocare un calciatore o meno non dipende da noi ma dallo staff medico della società…A differenza della stragrande maggioranza dei laboratori, noi analizziamo 3 geni e non soltanto i 2 geni classici. Tra questi 3, c’è un gene della famiglia coronavirus che non è però specifico del Covid-19. Dunque, con i nostri laboratori, segnalammo il gene positivo, ma questo non è un gene che infetta”.

“Tutti i calciatori della Lazio scesi in campo domenica a Torino sono risultati negativi ai tamponi effettuati nei due giorni precedenti, il 30 e 31 ottobre. Nei successivi test effettuati lunedì 2 novembre un solo calciatore ha riportato una bassa carica virale relativa al gene N, che è un gene non specifico del Covid ma appartenente alla famiglia più generica dei Coronavirus. Mentre gli altri due dei tre che non sono partiti per San Pietroburgo, e che per i laboratori Uefa sono positivi, ai nostri esami sono del tutto negativi al Covid”

“Non mi permetterei mai di mettere in discussione il lavoro dei laboratori Uefa-ma non è la prima volta che i risultati non coincidono. E comunque faccio presente che parliamo di una discordanza su 2 dei 122 tamponi che abbiamo eseguito lunedì sul gruppo Lazio. Già prima della gara di Champions col Borussia del 20 ottobre c’è stato un caso di presunta positività (negativo per noi) rispetto al quale l’Uefa ha rivisto il proprio giudizio dopo aver rifatto l’esame. Pensiamo possa essere successa la stessa cosa per questi due giocatori che a noi risultano negativi e a loro positivi. Su numeri così grandi può succedere. Per quello che ci consta la Lazio ha rispettato i protocolli alla lettera“.

 

Lotito è tranquillo, il club non ha violato nessun protocollo.

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