La Lazio alza la Coppa
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Il calcio è di chi lo vive, della sua gente e di chi ne fa un credo nella propria vita. Lo so’ sarò di parte ma chi vi scrive non è un giornalista ma “semplicemente” un tifoso che della Lazio ne è innamorato follemente.

Le aspettative erano e restano alte per la compagine capitolina, punti persi con piccole squadre (Udinese,Verona,Sampdoria,Bologna,Genoa,) e una crisi di gol da parte della compagine allenata da mister Simone Inzaghi.

Quest’anno le aspettative erano alte perché la società gestita da Claudio Lotito ha mantenuto in blocco la squadra che ha fatto stropicciare gli occhi non solo a noi tifosi ma credo a chi è amante del calcio in generale lo scorso anno, puntellando in modo parziale la formazione nella finestra di calciomercato della scorsa estate.

Ripetersi era l’obiettivo minimo imposto dalla società, ma purtroppo allo stato attuale la Lazio si trova indietro al settimo posto in classifica con una partita da recuperare a quota 43 punti.

Colpe o demeriti da attribuire a chi?

Le colpe le suddivido tra tutte le componenti che riguardano la società ovvero a dire: la presidenza e il direttore sportivo da una vita parte, che pur avendo soldi in attivo (parlano i bilanci e non sono io che me lo invento) potevano fare decisamente meglio in sede di calcio mercato. Torni nella competizione di più prestigio in Europa grazie al quarto posto conquistato lo scorso anno, e decisamente apparte gli acquisti Di Muriqi,Fares, Escalante e il prestito di Pereira dal Man.United la squadra andava rinforzata meglio in difesa, senza nulla togliere a Hoedt che tornava nella Lazio dopo la cessione di tre anni fa’ nella premier league, la difesa andava rinforzata adeguatamente perché è lì che la Lazio sta riscontrando le maggiori difficoltà. Non sono opinioni ma dati di fatto sotto gli occhi di tutti. Si poteva e doveva fare di più perché comunque le 3 competizioni ti portano via parecchie energie, quindi doveva essere mirato l’acquisto di uno o più giocatori di qualità. Gli infortuni ci sono sempre stati, ma sentire Inzaghi sabato passato in tv dopo la partita persa con la Juventus e fare riferimento a Radu che dovrebbe essere un ottimo rincalzo ed invece viene considerato un titolare, le cose andavano gestite decisamente meglio.

L’allenatore: deve gestire meglio il rapporto interpersonale con i giocatori (senatori del gruppo) perché nessuno deve avere la convinzione che il nome e il ruolo che ricopre gli dia la titolarità quando si affrontano impegni ufficiali. Inzaghi dovrebbe rivedere anche l’assetto tattico, si dovrebbe cambiare modulo quando non si hanno tutti gli interpreti a disposizione, fare di necessità virtù e non dare riferimenti a chi ti affronta, manca il famoso “piano b” perché comunque la Lazio da quattro anni avendo la squadra quasi sempre uguale eccetto per alcuni nuovi innesti fatti nelle ultime stagioni è sempre uguale, e alla fine diventi prevedibile. Attenzione anche alle sostituzioni, che sono matematiche e mirate sempre ai stessi giocatori e allo stesso minutaggio. Queste sono le “colpe” o magari critiche costruttive che “assegno” ad Inzaghi.

La squadra: gli alibi non ci sono per nessuno, avete dimostrato poco in campionato e avete dato lustro nella massima competizione europea, testa bassa e pedalare è l’unico obiettivo che vi dovete professare, mancano 14 giornate al temine del campionato, le speranza di tornare in Champions League il prossimo anno sono poche ma finché la matematica non darà il verdetto, “VOI” dovrete dare e fare il massimo per la maglia che indossate e per la vostra gente, che malgrado non vi possa seguire in casa o trasferta, non vi ha mai fatto mancare il proprio sostegno.

Come disse Giorgio Chinaglia che è l’emblema di tutti i tifosi: “DI LAZIO CI SI AMMALA INGUARIBILMENTE”.

FORZA LAZIO, NON MOLLARE MAI!

 

Alessandro Musocco (Mozzarella)

MAmanero

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