Buon Anno Infelice!
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Buon anno? Mah… Sempre la solita storia, ogni anno va così, si inizia dai giorni prima di Natale, passando per capodanno, fino al 6 Gennaio. Poi il 7 Gennaio che succede? Di nuovo la solita routine lavorativa e famigliare, tra infelicità e delusioni.

Possibile che un determinato calendario imponga di essere “relativamente” felici solamente durante questo periodo? Luci, famiglia, cibo e regali sono veramente i soggetti principali del bene stare?
Inoltre, come se la felicità sia l’unico valore da ricercare ogni anno. Non è un valore da sottovalutare, ma non è la sola metà da raggiungere alla fine dei nostri giorni. Ma concentriamoci su questa benedetto tipo di ricerca.

Buon Anno e poi?

Le feste possibilmente le passiamo con i nostri cari. Questi non intesi solo come famiglia, ma anche con “chi ci fa stare bene”. E il resto dei giorni? Come si può escludere questa possibilità nella nostra vita quotidiana. Ovviamente esiste il tempo libero ma viene speso questo anche dall’utilizzo dai social network e smartphone (vedi anche articolo del Sole 24 Ore e le ricerche mondiali e sull’Italia di Digitalic).
Questi dati ci fanno anche capire quanto la quotidianità si stia appiattendo, diminuendo il tempo per la famosa “ricerca della felicità”. I social network possono aiutarci a ritrovarci o questo mezzo è sinonimo di dissociazione? Aspettare per ricercare, 3 settimane all’anno o poco più per stare bene. Le vacanze stabilite per tradizione e società hanno fatto sì di ripetere anche gli stessi modi di festeggiamento, eccola qui di nuovo una routine bene stabilita. Abitudine e “sempre le stesse cose”. La vita scandita tra sole e luna, come un “clock”, come una macchina. Siamo uomini o macchine? Possibile accontentarsi del periodo natalizio e dei regali per essere un minimo soddisfatti?

Il dono.

Tra monotonia e insoddisfazione solo il concetto di “Dono” interrompe l’abitudine. Infatti esso è: la massima espressione di reciprocità, dare un qualcosa senza pretendere e/o aspettarsi niente in cambio. Che questo sia un gesto o un’emozione o una cosa materiale, hanno come base: la sorpresa e la genuinità. Ma anche questo ha preso delle regole ben precise. Il regalo lo riceverai solamente a Natale e il giorno del compleanno. Ma con un calendario da rispettare e tradizioni da proseguire, il dono è divenuto uno scambio: cioè preciso e calcolato. Di nuovo come una macchina, l’uomo ha scandito la propria vita in una routine fino alla morte. Ma alla fine questo natale è stato felice? O è come ogni anno qualcosa di cui accontentarsi?

Conclusioni di Buon Anno infelice.

Tra monotonia e il famoso “accontentarsi”, l’uomo si trova così: a non scegliere; a non prendere una decisione nemmeno sul “cosa fare a capodanno”; a subire la routine imposta da un tempo secolarizzato.
Ed ora si aspetta per avere una parvenza di felicità. Si aspetta che quel che sia fondato da qualcun altro dica all’uomo quando sedersi e pensare. Accettazione e null’altro, come una macchina.
Aspettiamo il nostro compleanno. Aspettiamo la vita. Aspettiamo… la prossima festività: aspettiamo Pasqua.

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