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Si profila una serie A ( almeno per le componenti che ne faranno parte) in stile anni 90, con alcune squadre che tornano nella massima serie dopo troppi anni passati nei gironi danteschi delle serie minori, o dei fallimenti,  che in questo ultimo ventennio hanno letteralmente falcidiato la serie cadetta.

Negli anni le promozioni di  Carpi, Benevento, Frosinone e molte altre sono state accolte con simpatia e ammirazione, squadre che hanno avuto anche i loro piccoli momenti di gloria, momenti per l’appunto,momenti che non sono bastati a farle rimanere in serie A per più di una stagione, con alcune retrocessioni decise mesi prima della conclusione del torneo.

Le favole sono belle se sono l’eccezione, se diventano la regola non sono più favole e alla fine la favole, se non porta nulla a livello di crescita globale per il movimento calcio, non so altro che tre punti facili per le big e non solo.

E’ chiaro che parliamo di meriti e ad una squadra che conquista la serie A vanno fatti i complimenti, qualunque essa sia; oggi però lasciate che mi compiaccia di vedere Brescia e Lecce promosse, due piazze vogliose di riscatto , due campi storicamente difficili, una storia calcistica importante.

Sicuramente non saranno i tempi di Baggio e Toni per il Brescia ( anche se si parla di Balotelli come primo rinforzo ) o di Vucinic e Chevanton per il Lecce, ma il loro ritorno, seppur ancora simbolico, rappresenta un altro piccolissimo passo per quel miglioramento globale anche in termini di difficoltà che potrebbe servire al calcio italiano.

Ora attendiamo la squadra che vincerà i playoff e andrà a completare il terzetto delle neopromosse : Palermo , Pescara, Benevento, Hellas Verona , La Spezia e Cittadella.

Il Palermo dovrà prima capire quale sarà il suo destino: il Procuratore Federale Giuseppe Pecorare ha infatti chiesto nei confronti dei rosanero l’ultimo posto in classifica, la conseguente retrocessione in Serie C  e la radiazione per  Maurizio Zamparini ( ormai ex Presidente ).

Il  Palermo sarebbe la squadra con le potenzialità più importanti ma difficilmente uscirà completamente indenne dalle vicende societarie che la tormentano.

C’è poi il Verona, ma li bisognerebbe capire se il Presidente Setti abbia almeno la voglia di provarci, altrimenti si rischia una immediata retrocessione “programmata” come l’ultima volta, con l’imbarazzante Pecchia in panchina.

Seguono Pescara, che ogni tanto fa timidamente capolino in serie A, e poi c’è lo La Spezia non disdegna investimenti, ma che tutti gli anni non va oltre i playoff che puntualmente perde.

In coda Cittadella e Benevento che fanno copia in colla con le favole di sopra, non me ne vogliano ma il loro posto è in serie B.

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