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Ricordate la storia di Brando? Il bambino di Ostia che faceva le bolle di sapone durante il lockdown e che aveva scatenato le ire della vicina che, infastidita, aveva chiamato i Vigili?

Qualche giorno fa, abbiamo avuto il piacere di ascoltare al telefono le parole di Francesca, Mamma di Brando.

Ebbene, grazie a Fatainchiostro, quella di Brando e dei suoi fratelli Dominick e Sophie, è diventata una favola:

Brando e il ponte di bolle di sapone

BRANDO E IL PONTE DI BOLLE DI SAPONE (1)

<<Mamma, in classe c’è un bambino che piange per finta! Che spreco! Siamo bambini:la vita è bella! Mifa una rabbia!!!>>

<<Mamma, non è vero che Brando non sa parlare: siamo noi che non lo capiamo. Se ti impegni, però ci riesci. Io ci riesco… quasi sempre.>>

<<Mamma, lo sai che Brando ha una ‘MALATTIA’ che lo porta lontano? Ti spiego: è come in quelle fiabe chemi racconti tu. Lui è lì con noi poi, come sotto incantesimo, lui resta,ma lamente va lontano. Chilo sa quante cose vede lui…?! Però io gli sorrido e lui torna!>>

C’era una volta un bimbo che andava lontano. Si chiamava Brando. Aveva capelli scuri come la notte, occhi profondi come laghi di vulcano. Amava giocare, amava i sassi, la musica e i colori (tranne il rosso, quello proprio no). Amava la sua famiglia e i suoi amici e la cosa bella è che tutti, ma proprio tutti, amavano lui.

Un giorno però quegli occhi profondi cambiarono luce. Si fecero a tratti sempre meno splendenti. Pare che una strega, gelosa del suo sorriso, avesse compiuto un sortilegio in grado di catturare l’anima di Brando e di portarla via chissà dove. Accadeva così… all’improvviso.

Lui restava lì, ma la sua mente andava lontano, come se si fosse persa in quegli occhi profondi come laghi. Quando accadeva nessuno riusciva a capire dove andasse e nessuno riusciva a ritrovarlo: era come perso. La sua mamma e il suo papà erano forti e cercavano di proteggerlo, ma a volte gli pareva che questo sortilegio fosse più forte di loro.

Per fortuna non erano soli. Sophie, la Principessa degli Arcobaleni e Dominick, il prode cavaliere, decisero di intervenire per riportare Brando a casa. Pieni di coraggio, decisero di sfidare la magia della strega. Armati di amore e di fantasia, si presero per mano e si tuffarono insieme nell’oscurità di quegli occhi profondi come laghi. Lì, nel buio e nel silenzio, cominciarono a cercare Brando. Le manine strette tra loro, i cuori battevano forte: erano insieme e questo bastava per non arrendersi. Udirono il suono di una risata provenire da un luogo remoto. Intravidero uno scintillio: era il sorriso di Brando che li aveva sentiti arrivare e cercava di guidarli da lui.

Quando finalmente lo trovarono, i battiti dei loro cuori si unirono in un unico Ta-Tam. Erano di nuovo insieme, ma come fare per tornare a casa? Come uscire da quel buio? Sophie e Dominick si ricordarono di una frase pronunciata dalla loro mamma una volta, durante uno dei mille giochi fantastici che inventavano ogni giorno insieme a lei: <Un fratello è come un ponte, ti permette di arrivare da un posto all’altro, superando pericoli e ostacoli>.

Una luce, prima flebile, si fece via via più intensa, fino a squarciare il buio. Sophie e Dominick tirarono fuori dalle loro tasche due piccole ampolle di pozione magica, ci soffiarono sopra e mille bolle di sapone popolarono quella che prima era una gola oscura.

I tre bambini si presero ancora una volta per mano e cominciarono a saltare su quel ponte di bolle di sapone che, fluttuando nell’aria, li riportò a casa sani e salvi. Purtroppo il sortilegio della strega si rivelò più potente del previsto, ma ora la famiglia di Brando non aveva più paura di perderlo: chilo amava sapeva che un ponte di bolle di sapone lo avrebbe sempre riportato a casa. La felicità è una cosa semplice, ma delicata… come una bolla di sapone.”

BRANDO E IL PONTE DI BOLLE DI SAPONE

Testo di Ilaria Vitone

Illustrazione di Riccardo Di Gioia

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