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Bologna: 40 anni in attesa della verità!

A ridosso del quarantennale della strage di Bologna del 2 agosto 1980, in cui persero la vita 85 persone, nella trasmissione Un caffè con, condotta da Valerio Scambelluri, sono state raccontate le “strane” indagini che da subito hanno fatto di tutto per addossare la colpa agli estremisti di destra, in un momento storicamente molto particolare per l’Italia, sia a causa del terrorismo interno, di destra e di sinistra, sia per alcune situazioni estere che vedevano il nostro paese al centro di attenzioni negative provenienti dal medioriente.

In studio per l’occasione, l’Avvocato Valerio Cutonilli, autore del libro “I segreti di Bologna“, da sempre molto attento all’argomento odierno, dal punto di vista storico e legale.

Ad inizio trasmissione è stata ricapitolata la situazione estera dell’Italia ed in particolare del famoso Lodo Moro, che non prevedeva alcun coinvolgimento diretto dell’Italia in attentati palestinesi in cambio di libero accesso al territorio da parte dei gruppi antisraeliani legati all’OLP; in più i Paesi arabi avrebbero garantito adeguato afflusso di petrolio per l’ENI.

Fu proprio la rottura di questo patto, avvenuta con il sequestro dei missili di Ortona e l’arresto del capo dell’FPLP in Italia Abu Anzeh Saleh, che tracciò una pista più che concreta, rinforzata anche dal fatto che la nostra ambasciata in Libano allertò con un documento ufficiale il Sismi di una possibile ritorsione contro l’Italia.

Ed il presunto depistaggio del SISMI sarebbe stato atto proprio a coprire gli accordi segreti italo-palestinesi.

E la parola depistaggio in questi 40 anni è fin troppe volte risonata nelle nostre orecchie, poichè a molti questo è quello che può sembrare, anche scartabellando altri documenti ufficiali come quello dei carabinieri di Bologna che il pomeriggio stesso dell’attentato già indicavano che era necessario indagare all’interno dei gruppi dell’estrema destra, escludendo qualsiasi altra pista.

E così fu, ascoltando, e dando credito, a chiunque avesse da dire qualcosa in merito, anche senza averne diretta conoscenza, il 28 agosto 1980 vennero arrestate 28 persone tutte gravitanti nel mondo della destra extraparlamentare, tra cui Francesco “Chicco” Furlotti, Paolo Signorelli, Nanni de Angelis e Luigi Ciavardini.

Il primo degli interventi telefonici è stato quello di Chicco Furlotti, il primo indagato per la strage, accusato da un detenuto comune, Piergiorgio Farina, di aver partecipato attivamente all’attentato, non sapendo evidentemente che il Furlotti, noto come dj ed organizzatore di eventi danzanti, in quei giorni stava facendo il suo onesto lavoro a Gallipoli, come poi testimonieranno, oltre a tanta gente, anche le autorità civili e religiose della cittadina Pugliese; si scoprirà in seguito che Furlotti e Farina ebbero a discutere precedentemente per tutt’altro motivo, discussione che costò a Chicco ben 8 mesi di carcere.

Per Paolo Signorelli e Nanni de Angelis, scomparsi prematuramente, sono intervenuti, Luca, figlio di Paolo e Marcello, fratello di Nanni.

Anche loro hanno ricordato come le loro famiglie hanno dovuto subire anni di processi basati sul nulla come nel caso di Nanni de Angelis, che sei anni dopo la sua morte, nel 1986, fu coinvolto nelle indagini sulla strage di Bologna e accusato da Angelo Izzo e da Raffaella Furiozzi, di essere l’esecutore materiale venendo, poi, scagionato dalle riprese di una televisione locale che lo filmano mentre il 2 agosto 1980, il giorno della strage, è in campo per le finali nazionali di football americano a Castel San Giorgio insieme a Massimiliano Taddeini, anche lui imputato, che per una serie di fantasie contorte venne implicato nelle indagini, risultando poi assolutamente estraneo ad ogni tipo di accusa.

Stesso discorso per Paolo Signorelli, “il Professore”, essendo in quegli anni anagraficamente più adulto rispetto a tanti altri, venva considerato il mandante di qualsivoglia malefatta provenisse dagli ambienti di estrema destra, salvo poi essere assolto in tantissime occasioni. Con il figlio Luca abbiamo ripercorso il momento dell’arresto del papà ed i mesi di detenzione, seguiti poi dall’assoluzione per quanto riguarda il capitolo Bologna.

Appare assurdo quanto raccontato da Luca a fine intervento: pochi mesi fa la mamma, ultraottantenne e con i suoi normali acciacchi, è stata nuovamente ascoltata per la strage di Bologna, quasi a cercare di estorcere qualche confessione e ricominciare con la fantasia che vedeva Il professore mandante della strage, fantasia che rimarrà tale!

Ultimo intervento quello di Luigi Ciavardini, all’epoca minorenne, ma ad oggi l’unico condannato per la strage insieme a Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Gilberto Cavallini.

Anche le accuse su Luigi appaiono prive di realtà, implicato e condannato senza una reale prova ma messo in mezzo perchè amico di Nanni de Angelis…

Luigi, che ad oggi è fuori dal carcere impegnato al fianco dei più deboli, ripercorrendo la sua vita da militante non ha certo nascosto le azioni eversive per le quali è stato anche condannato, ma ha sempre respinto, come tutti gli altri condannati, l’infamante accusa di aver contribuito ad uccidere 85 persone a caso, modus operandi da sempre lontano dal modo di fare degli appartenenti ai vari gruppi di estrema destra, che invece sceglievano con cura le persone da offendere, ree a parer loro, di intralciarne la lotta armata.

VALERIO SCAMBELLURI

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