Bobby Solo
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Dai successi di Sanremo, all’amicizia con Little Tony col quale condivideva l’amore per Elvis e il Rock&Roll, i film “musicarelli” di una volta, l’amicizia con Ligabue e Jovanotti.

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Dove vive oggi Bobby Solo?

“Vivo a Pordenone con mia moglie americana, figlia di militari della base di Aviano, la seconda d’Europa dopo Ramstein dove nel 1967 conobbi Johnny Cash, avevo 23 anni e rimasi paralizzato”

Come nasce la tua passione per Elvis Presley?

Avevo 14 anni, incontrai una coetanea americana, figlia di un giornalista del Herald-Tribune, corrispondente da Roma, che mi parlava sempre di questo Elvis, all’epoca conoscevo Celentano, Mina, Dorelli, Dallara e così per far colpo su questa ragazza, iniziai a pettinarmi come Elvis.

Successivamente, chiesi a mia madre di regalarmi una chitarra ma non sapevo suonarla, mi insegnò a usarla un falegname che avevo sotto casa, ogni topo che gli uccidevo con la mia fionda, lui mi insegnava un accordo. Così è nata la passione per Elvis, per piacere a una ragazza.

E come è iniziata la tua carriera?

Con un preistorico X-Factor alla Rai che fu un fallimento, in giuria avevano tutti i capelli bianchi e mi dissero di tornare a studiare ma continuai a insistere e nel ’63 feci un provino alla Ricordi e nel ’64 ero già a Sanremo con Una lacrima sul viso ma purtroppo mi andò via la voce

Ne hai vinti due di Sanremo?

Uno con Se piangi se ridi nel ’65 e con La zingara, insieme a Iva Zanicchi nel ’69

Lo hai mai incontrato Elvis Presley?

Purtroppo no, io ero della Ricordi la casa discografica concorrente della RCA, la casa di Elvis, quando feci il boom chiesi al presidente della Ricordi di contattarre l’omologo della RCA per avere un autografo di Elvis, ma il suo manager, il colonnello Parker, mi chiese 6.000 dollari. Io all’epoca non avevo ancora una lira.

Il colonnello Parker era un uomo molto antipatico e non era mai stato colonnello, lui era Andre’ van Kuijk era olandese, aveva fatto un omicidio nel 1920 ed era scappato in america, infatti non ha mai seguito Elvis in Europa. Lui gestiva Elvis al 50%, con lui si è veramente arricchito, anche se senza di lui forse Elvis sarebbe rimasto un camionista.

In un periodo in cui non esistevano i social network e nemmeno i video registratori, come hai fatto a prendere così bene sembianze e movenze di Elvis?

Entravo nei cinema di nascosto, dietro le tende e ogni tanto uscivo dalla tenda e vedevo il film di Elvis, dopo 3 volte che l’ho visto la sera avevo la febbre… tornato a casa mia madre mi chiese cosa volessi per cena e io alla Alberto Sordi risposi “famme ‘n piatto de spaghetti!”

Mia madre era molto apprensiva mentre mio padre amava altro genere di musica, amava la musica classica e non è mai venuto a un mio concerto, diceva “Elvis e Modugno hanno i miliardi ma non sanno cantare”, era molto severo ma mi ha dato la possibilità di vivere una vita piena di soddisfazioni.

Adesso hai fatto altri due album ultimamente

Sì con una band di Pisa stiamo facendo il tributo di Johnny Cash

Bobby, noi ti dobbiamo salutare, per noi è un dispiacere, la prossima volta ti chiamiamo a inizio trasmissione!

Ok, metti Cry Cry Cry, un saluto ragazzi, buona serata!

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