È il progresso tecnologico. È la magia di Internet. Chirurgia più avanzata, suoni e immagini più definiti, possibilità di avere notizie in tempo reale, e quella di contattare persone a mille e mille km da noi.
Ma l’avanzare della scienza, la velocità di internet, la quinta generazione, portano effetti negativi. E quello che era diventato tristemente famoso come l’ultimo Blockbuster degli Stati Uniti, ora è di fatto diventato anche l’ultimo del mondo.

L’ultimo Blockbuster degli Stati Uniti è diventato l’ultimo superstite

Lo scorso marzo ha chiuso i battenti l’ultimo Blockbuster australiano, terminando il suo noleggio di DVD e videocassette.
Dei più 9000 negozi Blockbuster che esistevano nel lontano 2004 – appena 15 anni fa, se ci pensate – resterà solo quello di Bend, in Oregon, i cui affari vanno ancora bene anche grazie ai tanti nostalgici che vanno a visitarlo e a noleggiare film, ignorando le offerte più comode che esistono oggi, come Netflix, Apple Tv, Hulu e Amazon Prime Video.

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Come è possibile, nel 2019, trovare un negozio di noleggio di DVD e videocassette ancora aperto e soprattutto persone che le noleggia?

Il New York Times ha cercato di capire come sia possibile che il Blockbuster di Bend sia ancora aperto nel 2019 e ha trovato varie ragioni.
La prima, quella più concreta, è relativa al luogo in cui si trova il negozio, ossia una regione con densità abitativa bassissima. Per questa ragione, molte abitazioni non hanno accetto a internet ad alta velocità, uno dei principali fattori che hanno portato al fallimento della grande azienda di noleggio. Quindi non hanno accesso a film in streaming, gli abitanti di Bend sono costretti a noleggiare film in DVD come facevano anni fa.

La seconda ragione è che il negozio è diventato una specie di attrazione turistica per i più nostalgici. 4000 clienti attivi, e il numero aumenta ogni giorno. Sandi Harding, la direttrice del negozio, ha spiegato che molti di essi arrivano a curiosare proprio per la caratteristiche che lo ha reso molto famoso negli ultimi mesi.
Nel suo negozio, i nostalgici hanno la possibilità di acquistare prodotti con il marchio “Blockbuster”: magliette, cappellini, spillette e addirittura una birra prodotta da un birrificio locale.

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Ci sarà un documentario che parlerà del negozio di Bend

I due registi hanno raccolto quasi 40.000 dollari su Kickstarter per poter realizzare il documentario. Il negozio, che fa parte della catena dal 2000, ha ancora una licenza con la società che controlla il marchio, rinnovandolo ogni anno.

Non ha perciò nessuna intenzione di chiudere, e ha ancora diversi anni di contratto per l’affitto del locale.

Federica Fiordalice

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