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Negli ultimi giorni un bar a Milano, è diventato popolare per un’iniziativa di pessimo gusto: drink gratis alle donne che mostravano il seno, con varie ricompense in base alla taglia. “Non siamo un locale normale” esordisce così la locandina esposta fuori dal bar, che invita le clienti ad una serie di azioni poco pudiche, per bere gratis. Di normale effettivamente non c’è proprio nulla! E la bizzarra idea, il gestore del locale l’ha pagata cara: più che nuovi avventori infatti una valanga di critiche e accuse sessiste è piovuta sul gestore del locale, che alla fine ha dovuto presentare le sue scuse.


Il fatto.
Il locale in questione ha esposto una locandina davvero di pessimo gusto, nella quale s’invitano le clienti a mostrare il seno in cambio di shottini gratuiti e non solo … la locandina recita così: “proponiamo giochi per le nostre bellissime e simpaticissime clienti”.
“Vuoi il numero della barista? prendi 30 chupiti. Se dai un bacio al barista vinci 5 chupiti. Un bacio tra due ragazze vale 2 chupiti”. E ancora: “Se fai vedere il seno vinci chupiti” e la classifica dei premi viene fatta in base alla taglia del seno: dalla prima fino alla quinta che vale “l’applauso di tutti”, mentre “se hai la retro offri tu a noi”. E non finisce qui: perché “se porti a casa il barista chupiti per 1 mese, se ci lanci il reggiseno 4 chupiti – si legge ancora sulla locandina – fino ad un odiosa chiosa finale!

Le polemiche sui social. 
Operazione di marketing per attirare più persone? Il locale in questione si chiama “The social chupiteria” e, più che attirare la fila fuori dal locale, ha ricevuto moltissime di proteste e critiche sui social con l’accusa di comunicazione sessista e irrispettosa.
Il cartello che “promuove” l’iniziativa viene fotografato e postato su Facebook da l’ex consigliere e attuale membro dello staff del sindaco Luca Gibillini. Il post ha subito scatenato la rivolta sui social e tra i primi ad intervenire c’è anche Pier Francesco Maran, assessore all’urbanistica di Milano, che ha dichiarato: “Coi tavolini all’aperto ci siamo posti l’obiettivo di salvare i locali milanesi e la nostra socialità. Obiettivamente non tutti meritano di essere salvati”, la sua amara riflessione.“

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Il post Facebook di Luca Gibillini

Le scuse del gestore.
A nulla sono valse le scuse del gestore, che giustifica il cartello come un gioco goliardico per le clienti, che (ci tiene a precisare), da loro sono sempre state coccolate e trattate con rispetto. Il locale ha dovuto chiudere la propria pagina Facebook e sembra sparito anche da Tripadvisor, dopo che inizialmente i titolari avevano risposto ai messaggi di qualche utente in cerca di spiegazioni. Il cartello, poche ore dopo è stato tolto e il barista si è scusato attraverso un post. A MilanoToday ha dichiarato di non aver voluto offendere nessuno e di trovarsi davanti ad una reazione esagerata.

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