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É ancora braccio di ferro, ancora muro contro muro sulla questione della regolarizzazione per braccianti, colf e badanti, tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. La riunione del Consiglio dei ministri prevista per oggi è slittata, tra le tensioni, a domani, probabilmente nel pomeriggio. “L’accordo ancora non c’è e va trovato”, fanno trapelare da ambienti pentastellati. Ma gli alleati Dem temono un tentativo di far saltare la norma, instradarla su un binario morto, o comunque continuare a mettere in discussione ogni forma di mediazione. Nel testo, spiegano gli esponenti del Partito Democratico, “sono stati inseriti una serie di vincoli per accogliere le obiezioni M5s, inclusa l’esclusione di ogni sanatoria per chi sia stato condannato per reati come il caporalato: non si può continuare a discutere all’infinito”. Al premier Giuseppe Conte, dicono le stesse fonti, spetterà una mediazione.

Ad agitare il percorso del decreto maggio (ex decreto aprile), al di là dei dubbi dei partiti su singole norme, come quella lanciata da Italia Viva sul bonus turismo per le vacanze in Italia, ci sono anche le richieste degli enti locali. I sindaci delle città turistiche lanciano un grido d’allarme: si rischia il default. E i presidenti di Regione lo dicono nel corso del tavolo con Conte, Speranza e Boccia: “nel decreto sono stanziati 1,5 miliardi, ma ne servono 5,4”.

Insomma, “le bocche da sfamare sono tante” e nonostante continui rinvii e riconteggi rimangono sempre troppe.

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