La deputata del Movimento 5 Stelle, Giulia Sarti, è stata vittima di nuovo di un attacco più che psicologico. Un hacker ha rubato foto e filmini “hard” che riguardano la parlamentare, condividendoli con il Web. Questi hanno raggiunto addirittura smartphone all’interno del parlamento, per poi far da “navetta” tra le due Camere. Se la politica è il frutto della “maggioranza” e della “democrazia” dei cittadini, allora dovremmo supporre che questa condivisione tra i banchi della prima istituzione italiana sia quello che succede di solito alla base, cioè fra i cittadini?

Qualcuno potrebbe dire non è vero. Allora perché si parla tanto nei media di questa vicenda? Non so se per diffondere scoop o per difesa della deputata, ma la cosa certa è che ha creato curiosità al pubblico, che si è fatto trasportare (almeno la maggior parte) da questo sentimento, andando così a cercare nella “navigazione in incognito” informazioni visive.

Un’altra domanda sorge spontanea: “ma come mai succede la maggior parte delle volte alle donne?”. È semplice: la maggioranza dei ruoli istituzionali è di sesso maschile e ritornando alla teoria che la politica è l’immagine dei cittadini, dovremmo capire che la società è maschilista e queste situazioni creano una sorta di “piacere” negli occhi degli uomini.

Concludendo, a coloro che si sentono estranei da questi avvenimenti o a chi è complice di questi attacchi dedico due citazioni di Fabrizio De André: “Anche se voi vi credete assolti, Siete lo stesso coinvolti”; “Anche se ora ve ne fregate, Voi quella notte voi c’eravate”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here