DOHA, QATAR - SEPTEMBER 27: Fadime Çelik of Turkey is taken off on a gurney during the Women's Marathon on day one of 17th IAAF World Athletics Championships Doha 2019 at Khalifa International Stadium on September 27, 2019 in Doha, Qatar. (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images for IAAF)
MAmanero
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
True Beauty lab

La liturgia, in quasi tutti gli sport, è uno degli elementi fondamentali. Si ripetono dei gesti, delle consuetudini, si ripetono degli schemi che hanno permesso negli anni agli appassionati e ai tifosi di fidelizzarsi a quella disciplina. Il calcio, anche in questo caso, ne è l’esempio più importante. Ma, considerato quanto stiamo vedendo in questi giorni con il mondiale di atletica, capiamo come il fenomeno sia molto più largo. Quelli organizzati in Qatar sono, a detta di molti esperti, i peggiori campionati del mondo mai disputati. Tutto è stravolto: il classico appuntamento di metà agosto è stato sbriciolato per spostare tutto a inizio ottobre, le dirette tv della Rai sono enormemente ridotte – chi, nel pieno della stagione lavorativa, è disposto a vedere un evento in diretta a notte fonda? – le tribune degli stadi sono state occupate, fino a oggi, da una media di 2mila spettatori, e il caldo sta letteralmente piegando le ginocchia agli atleti.
La maratona femminile, ad esempio, è stata costretta a partire dopo la mezzanotte e 28 atlete su 68 si sono ritirate prima del traguardo. Le due finite in ospedale non fanno che rinforzare il concetto. C’è chi sostiene che l’aria fosse letteralmente irrespirabile, carica d’umidità e che sembrava di correre in una fornace. Perché, allora, assegnare una competizione così importante a un paese così inaccogliente? La risposta è da corso base di giornalismo investigativo: segui i soldi. I paese arabi, negli ultimi anni, hanno riversato nelle casse delle federazioni internazionali vagonate di miliardi, che hanno permesso loro di organizzare eventi sportivi come le gare motoristiche – in F1 e MotoGp – con la punta di diamante rappresentata dai mondiali di calcio che si terranno, nell’inverno del 2022, proprio in Qatar.
A proposito, per un assurdo silenzio mediatico, in pochi ricordano come quei mondiali siano stati assegnati grazie a una serie di elargizioni di denaro che non si ha avuto timore di chiamare corruzione, nonostante la Fifa abbia poi risolto tutto in una grande bolla di sapone. France Football, nel 2015, ha ricostruito l’incontro tenutosi all’Eliseo tra Sarkozy, l’ex Presidente Uefa Platini e il principe ereditario qatariota – oggi emiro – Al Thani. Tra gli argomenti sul tavolo, l’acquisto del PSG da parte degli emiri e la creazione del canale Bein Sports. Tutto questo senza costi? Neanche per sogno. Secondo France Football, Platini avrebbe promesso ad Al Thani di non votare per gli USA quando si sarebbero assegnati i mondiali ma per il Qatar. Detto fatto. Platini, investito dallo scandalo insieme all’ex Presidente Fifa Blatter, negli anni successivi lascerà la sua poltrona. Ma il Qatar ha proseguito l’opera di organizzazione del mondiale di calcio che, visto il disastro di quello di atletica, si preannuncia come un vero e proprio bagno di sangue per chi alla liturgia sportiva e calcistica proprio non vuole rinunciare.

MAmanero

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here