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La Roma è al bivio. Oltre alla Goldman Sachs, incaricata da Pallotta, anche i dirigenti romani sono alla ricerca di nuovi investitori, di fronte all’impasse della trattativa tra Pallotta e Friedkin.

Il presidente resta in uscita, anche se ora dovrà mettere altri soldi, venti milioni subito, entro la fine del mese, per garantire liquidità. Nessun italiano al momento è all’orizzonte, può spuntare invece più avanti qualche fondo americano o arabo.

Tra gli addetti ai lavori filtra l’indiscrezione che la Roma sarà tra le società più in difficoltà sul prossimo mercato. Pallotta per ora continua a metterci i soldi. Interverrà con le società di controllo americane, se non trova altri investitori i venti milioni necessari li tira fuori. Nuovi soci disponibili ad affiancarlo nella ricapitalizzazione non ce ne sono.

Se riparte il campionato si potrà programmare la prossima stagione con un piano di ridimensionamento delle spese (a cominciare dall’abbattimento del monte ingaggi), altrimenti la perdita di competitività sarà inevitabile. Oggi, con l’attuale scenario economico mondiale, nessun imprenditore metterebbe soldi nel calcio, senza sapere dove andrà a finire. Pallotta è rimasto il responsabile della Roma, si è preso l’impegno di mandarla avanti, ma la sua idea resta quella di uscire il prima possibile.

I dirigenti sono stati rassicurati, i pagamenti degli stipendi vengono rispettati regolarmente. Assemblee, consigli d’amministrazione pure. E’ stata inviata secondo prassi l’informativa alla Consob, ma se continueranno a mancare gli incassi dell’attività principale della società di calcio, le partite, il passivo diventa più pesante. In questo caso l’unica via d’uscita è la cessione di calciatori.

Fonte: Corriere dello Sport

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