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Si trovava in mezzo ad una serie di incartamenti gettati alla rinfusa in un sotterraneo di una banca dismessa.

Mentre rovistava, Pedro Filuppuzzi investigatore privato, si è soffermato su un documento dal titolo decisamente curioso: “Congresso della Nazione Argentina”.

Dopo una rapida lettura si e’ subito reso conto di essersi imbattuto in una lista di 12mila nazisti che poco prima della caduta di Berlino erano fuggiti verso l’Argentina, accanto ai nomi le cifre delle somme che si erano portati dietro.

Denaro e beni sottratti a milioni di ebrei vittime dei campi di concentramento.

Dopo l’incredibile scoperta, l’investigatore ha chiamato il Centro Simon Wiesenthal, divenuto famoso per la sua implacabile caccia ai nazisti sopravvissuti alla guerra.

Il centro ha ricostruito tutto il percorso dei nazisti e del tesoro, utilizzato per finanziare le attività ( legali ) messe in piedi dagli ormai ex gerarchi, il tutto con la complicità della banca svizzera Schweizerische Kreditanstalt, divenuta nel frattempo Credit Suisse.

Che a Buenos Aires ci fosse una numerosa comunità tedesca filonazista era cosa bene nota nel primo dopoguerra.

Si calcola che arrivasse al numero di 1400 persone, più 12mila accoliti e circa 8000 militanti locali.

All’epoca i governi argentini fecero praticamente finta di nulla, accettando questa nuova comunità come parte dell’enorme massa di migranti giunti in Sudamerica in quegli anni.

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