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Legalizzazione delle droghe leggere, se ne parla da decenni. In ogni legislatura ci sono alcuni parlamentari che la propongono, ma il tutto viene sempre seppellito da una montagna di carte.

PODCAST COMPLETO:

 

“il cordinamento Meglio Legale, nasce proprio per questo. Una rete di cittadini che pratica disobbedienza civile verso delle leggi ingiuste e che spingono i consumatri direttamente nelle mani della criminalità e delle mafie”

Ad intervenire ai microfoni di Nonèlaradio.it è Antonella Soldo, coordinatrice della rete.

“Non crediamo che la legalizzazione sia la panacea di tutti i problemi dell’Italia, ma nel nostro Paese ci sono oltre 6 milioni di persone che consumano, è asurdo che lo Stato preferisca ignorare il fenomeno e,  con le leggi attuali, finisca solo per incrementare la cirminalità e le mafie. 

Quello che potrebbe essere un’opportunità di sviluppo per tutti, diventa quindi un comportamento socialmente pericoloso, perchè per ottenere la caannabis un consumatore deve entrare in contatto con la criminalità?

Certamente Con la legalizzazione della  si aprirebbero nuove possibilità di impresa, ci sono degli studi dell’Università di Messima e dell’Università la Sapienza che lo stima in circa 7 Miliardi l’anno e la creazione di 350.000 posti di lavoto. Non solo, si risparmierebbero fino a 10 miliardi ogni anno. Il sitema giudiziario è intasato da da migliaia di procedimenti inutili ed anche le carceri hanno la stessa problematica. In Italia chi coltiva canapa, anche solo una piantina rischia fino a 6 anni di reclusione.

Ci sono anche rischi per la salute, perchè il prodotto rimediato in strada non è controllato?

La sostanza in vendita dallo spacciatore ha anche dei prodotti pericolosi all’interno proprio perchè non è controllata.Lo Stato non fornisce alternative e condanna l’autoproduzione non consentendo a nessuno di non commettere un crimine se vuole consumare Cannabis.

 

Spesso sui media i consumatori di cannabis vengono additati come spacciatori e per le forze di polizia è motlo più semplice apparire efficenti perseguendo il singolo piuttosto che perseguire grosse organizzazioni criminali?

Con la legalizzazione della  cadrebbero molti tabù che ancora oggi impediscono a chi ne ha diritto di curarsiIl fenomeno è particolarmente rilevante nei piccoli centri, quando lo scorso mese abbiamo lanciato al campagna #Iocoltivo, un ragazzo di 21 anni di trento ha subito un trattameto imbarazzante da parte dei media. E’ stato bollato come uno “spacciatore” mentre stava mettendo in campo un’ azione di disobbedienza civile. Quel ragazzo, che stiamo seguendo ed assistendo legalmente, ha un immagine rovinata per aver voluto manifestare un suo diritto. 

 

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