MAmanero
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
True Beauty lab

Sulle spiagge della penisola russa sono stati trovati migliaia di animali morti: la causa al momento non è ancora conosciuta.

Negli scorsi giorni migliaia di animali marini morti sono stati ritrovati sulle spiagge della Kamchatka, la penisola sul mare di Bering, nell’oceano Pacifico, all’estremo oriente della Russia. Secondo le prime analisi a causare la morte degli animali sarebbe stato l’inquinamento del mare, in cui sono state trovati idrocarburi e fenolo, un derivato del benzene, ben oltre i limiti massimi consentiti. Per l’associazione ambientalista Greenpeace, che ha parlato di «un disastro ecologico», le cause dell’inquinamento sono al momento ancora ignote, ma si ipotizza che possa aver avuto origine da una discarica.

La Kamchatka è una penisola grande come l’Italia, ma è abitata da appena 300 mila persone. Si trova nell’estremo oriente della Russia, è lunga più di 1.200 chilometri e larga 500 nel suo punto di massima estensione. Martedì una squadra di Greenpeace Russia è andata nella regione per raccogliere testimonianze sulla situazione: Vasily Yablokov, un membro della squadra, ha detto che in diverse aree si poteva vedere «una schiuma giallastra sulla superficie del mare» e che, oltre a ciò, «l’acqua stessa era opaca».

Yablokov ha aggiunto che una massa di sostanze inquinanti «si muove lungo la costa non solo in superficie, ma anche in profondità». Greenpeace Russia inoltre ha spiegato che, dopo le prime verifiche, le autorità locali hanno detto che l’acqua conteneva una quantità di prodotti petroliferi quattro volte superiore ai limiti massimi consentiti e il fenolo in concentrazione 2,5 volte più alta rispetto ai limiti.

LEGGI ANCHE: VIRGINIA RAGGI IN AUTOISOLAMENTO

ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE

SEGUICI SU FACEBOOK  INSTAGRAM TWITTER

 

MAmanero

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here