Angelo Adamo Gregucci
5 sapori
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
olsa
True Beauty lab

Angelo Adamo Gregucci, intervenuto ai microfoni della trasmissione “C’mon Lazio” su Non è la Radio, ha parlato tra le altre cose del nuovo caso Zaniolo:

“E’ un ragazzo, bisogna perdonarlo, è nato da poco. Io ho allenato suo padre, Igor Zaniolo, un centravanti dello Spezia e della Salernitana, il padre era un guerriero, un centravanti spigoloso, Niccolò invece è un ragazzo giovane che si lascia influenzare dai like sotto le cazzate che uno scrive sui social. Crescerà, chi gli sta vicino dovrebbe consigliarlo meglio, i social vanno utilizzati solo se si hanno cose interessanti da dire.”

Come stai Angelo?

Come un italiano in fase due. Il problema non è arrivare, il problema è il viaggio che stiamo facendo, bisogna ripartire senza sbragare, sarebbe delittuoso, anche se è difficile con una generazione giovane che giustamente è inquieta, sono stato giovane anche io ma questo non è un libera tutti, dobbiamo avere tutti senso civico e tenere le distanze, anche se è finito lo spavento.

Quest’anno, da Laziali, ambivamo a sogni di gloria, quest’anno che eravamo riusciti a espugnare anche San Siro, l’ultima volta era stata 30 anni fa e tu eri in campo

Sì ma non dobbiamo essere orgogliosi di quella vittoria, noi fummo presi a pallonate, ogni tanto andavo vicino alla porta a vedere se avevano messo il vetro.

Quello era il Milan di Van Basten che qualche giorno dopo rifilò 5 gol al Real Madrid, non siamo riusciti a uscire dalla metà campo, infatti quando ho visto la palla in porta ho pensato “ma come avemo fatto a segna’ se non abbiamo mai superato la metà campo?”.

Il Dio del calcio disse “vi faccio vincere questa e non vi faccio vincere per 30 anni” e così è stato.

Quella però è una vittoria che tutti i tifosi della Lazio hanno nel cuore, all’epoca era un campionato bellissimo

C’erano squadre formidabili, il Napoli di Maradona, l’Inter dei record, la Juventus, il Milan, anche il Parma, c’erano squadre formidabili, fortissime. Non sono io a dirlo, in quegli anni i 20 che venivano votati da France Football per il pallone d’oro provenivano tutti dal campionato italiano, il Real Madrid a volte si lamentava di questo monopolio ma poi arrivò a Milano contro il Milan e presero 5 pappine

Tu hai marcato Van Basten?

Eh sì, di figuracce me ne ha fatte fare, un fuoriclasse di dimensioni assolute, anche a livello estetico, di un’armonia unica, un calciatore completo, di testa, di destro, di sinistro.

E’ stato quello più difficile da marcare?

Io ogni tanto alternavo delle buone partite con lui, non erano i tempi di oggi che avevi tutti i supporti tecnologici degli analisti, ogni volta che lo incontravi scoprivi altre cose che sapeva fare e acquisivi informazioni in più. Purtroppo ha smesso troppo presto per un infortunio grave ma lui diciamo che è stato il nipote di Cruyff

Angelo, cosa è per te la Lazio?

La Lazio è il cofanetto sportivo dei ricordi, delle emozioni, dei miei legami più profondi in questo sport che è diventato il mio lavoro.

All’epoca vivevo a contatto con molti tifosi, era un altro tipo di calcio e di rapporto, molto più leale e più aperto sia con giornalisti che con i tifosi, oggi è improponibile, sono cambiati i tempi e la tecnologia.

Oggi ci sono i social network che molti calciatori usano

Questo non so se è meglio o peggio, se chiedi a un ragazzo di questa generazione non saprebbe vivere senza, ognuno è figlio del proprio tempo. Oggi alcuni calciatori usano delle App per allenarsi attaccati al proprio telefonino, parliamo di un’altra cosa, io che ho 55 anni un po’ li invidio anche, la tecnologia se usata bene non è negativa, poi se vai nella deriva dei social è un altro discorso, bisogna dargli la giusta importanza. Io non so cosa è un’influencer.

A proposito di giocatori e Social Network, oggi Zaniolo ha dichiarato che l’inno della Lazio è noioso e porta anche iella

E’ un ragazzo, bisogna perdonarlo, è nato da poco. Io ho allenato suo padre, Igor Zaniolo, un centravanti dello Spezia e della Salernitana, il padre era un guerriero, un centravanti spigoloso, Niccolò invece è un ragazzo giovane che si lascia influenzare dai like sotto le cazzate che uno scrive sui social. Crescerà, chi gli sta vicino dovrebbe consigliarlo meglio, i social vanno utilizzati solo se si hanno cose interessanti da dire.

CONTINUA CON L’INTERVISTA GUARDANDO IL PODCAST COMPLETO

LEGGI ANCHE: VERDONE “PREOCCUPATO PER IL FUTURO DELLA MIA ROMA”

ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE

SEGUICI SU FACEBOOK TWITTER INSTAGRAM

 

5 sapori

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here