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Ai microfoni di Non è Fiorello, è intervenuto Alessandro Taballione, giornalista di Sky TG24 esperto di politica.

Audio integrale dell’intervento:

Parliamo della situazione politica in Italia, partendo dall’indiscrezione di Repubblica: dimissioni minacciate da parte di Giorgetti e crisi generale del governo dopo le elezioni. Condividi questa previsione?

E’ uno scenario possibile, bisogna capire quanta tattica elettorale c’è in queste parole. Sono molti a pensare che dopo le elezioni ci sia un abbassamento della febbre tornando a una situazione normale. Ma non è normale perché è una maggioranza tenuta insieme da un contratto di governo.
Giorgetti, il braccio destro di Conte, ha detto pochi giorni fa che il presidente non è più superpartes, con la replica di quest’ultimo che ha affermato di sfiduciare lui, a questo punto. Siamo arrivati al punto in cui due vertici che dovrebbero guidare il governo si guardano con reciproco sospetto.
Bisognerà vedere poi cosa succederà le elezioni europee: il Movimento 5 Stelle accetterà il fatto di essere più una forza con numeri maggiori della Lega? Abbiamo un governo bloccato anche a causa di questi interrogativi.

Alessandro tu hai visto molti governi passare per Palazzo Chigi. Il fatto che un sottosegretario sfiduci il proprio presidente del Consiglio, rispecchia una situazione normale?

E’ una situazione anormale dall’inizio, perché Conte non è stato eletto, ma scelto da M5S e Lega, dopo un lungo travaglio della formazione del governo. I cambiamenti in questo periodo politico sono molto più repentini e che seguono logiche alle quali non eravamo abituati. E questo succede perché nasce da un’architettura di governo che vede i due vice che sono un traino rispetto al Presidente del Consiglio. Lui è stato sempre una mediazione.

Anche l’opposizione non è molto presente. Come si sta comportando il PD guidato da Zingaretti?

E’ un cantiere aperto. Zingaretti sta provando a ricostruire e a dare al PD caratteristiche più di sinistra. In questo momento viviamo in un momento in cui tutto il sistema mediatico è concentrato su M5S e Lega, quindi lo spazio degli altri partiti, e delle loro proposte, è più piccolo. Il PD deve sfondare questo muro. E’ da tanto che Zingaretti dice che questo governo non c’è più e che si deve tornare alle elezioni, ma all’interno del PD devono capire quale direzione prendere, perché anche gli elettori devono capire se si sta facendo un’altra esperienza renziana o c’è invece un ripensamento da parte di personaggi che erano usciti da quel PD che adesso si stanno riavvicinando. In questo momento ha problema a riemergere perché è tutto concentrato su M5S e Lega.

Nei giorni scorsi, Meloni ha ribadito il fatto che Fratelli d’Italia potrebbe essere il giusto partito accanto alla Lega nel governo. E’ una cosa possibile o Meloni continuerà a viaggiare da sola?

Sono i numeri a determinare le strategie e molto dipenderà dal 26 maggio. Di sicuro l’affinità tra M5Se lega non è la ragione principale per la quale sono al governo. Nel 2015 a Piazza del Popolo (Roma) c’erano Salvini e Meloni, e già da tempo flirtavano “politicamente”. Da molto la destra lancia frecciatine e segnali alla Lega indicandole cosa fare e quali alleanze prendere. Fratelli d’Italia ha una connotazione molto chiara, si sposa con alcune ideologie della Lega, come per esempio l’immigrazione. Quindi sì, ci potrebbe essere questo “abboccamento”, ma dipenderà sempre dalle percentuali, che diranno anche ai protagonisti attuali se la strada intrapresa è giusta o sbagliata.

Cosa sta succedendo dalle parte della Brexit, ti sei fatto un’idea?

E’ una situazione paradossale quella che vedo da esterno. Hanno intrapreso una strada; poi si è pensato che non fosse la migliore. Hanno ragionato di fretta su un tema fondamentale. Ci si è arenati e adesso stanno emergendo personaggi che sembravano relegati. E’ un ripensamento che non si sa dove porterà. Ci sono una serie di errori che mi confermano che i tempi e i modi della politica sono cambiati molto.

Federica Fiordalice

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