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“Il lavoro in agricoltura c’è, manca chi lo fa”. La Cia – Agricoltori Italiani conta oltre 900.000 iscritti ed è una delle maggiori organizzazioni agricole professionali europee, oggi lancia questo allarme con la voce di Antenore Cervi, presidente degli agricoltori reggiani.
– spiega lo stesso Cervi -. “Il ricorso alla manodopera per la raccolta della frutta è sempre più problematica, per non parlare del personale specializzato in grado di guidare il trattore o fare trattamenti. È un problema che va affrontato con urgenza: l’agricoltura reggiana soffre infatti già per gli effetti dei cambiamenti climatici, dei prezzi di frutta e verdura, della burocrazia asfissiante e della spietata concorrenza straniera. Questa nuova mazzata proprio non ci voleva”.

Cervi specifica che le motivazioni sono diverse: “Le cause della carenza sono molteplici. Sono in continuo calo gli italiani che sono disposti a lavorare in campagna. Anche a causa del reddito di cittadinanza che spinge molti a preferire il divano. Con l’eliminazione dei voucher è poi stata persa una grossa fetta di studenti che nei mesi di vacanza si guadagnavano qualche soldo”. Infine snocciola un dato significativo localizzato in Emilia Romagna: “Le aziende reggiane nella voce «costo del lavoro» non possono competere con altre nazioni come la Spagna, che ha oneri sui dipendenti che incidono dell’11% contro il 23% di quelli italiani. Tutto ciò rischia di favorire il caporalato. Un fenomeno indegno che va contrastato”.

Sono diversi i portali web che propongono lavori stagionali nella raccolta della frutta; in Italia come in altre parti d’Europa con diverse formule di alloggio e retribuzione.
Quello della Cia, è un allarme che va diffuso e ascoltato, considerando che in diverse parti d’Italia sta entrando nel periodo di vendemmia e raccolta delle olive, due ricchezze nostrane da tutelare soprattutto con dignità lavorativa.

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