osteria a tempo bologna 03
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Dopo il ristorante con un solo tavolo inaugurato a Milano pochi giorni fa, arriva a Bologna l’Osteria a tempo: meno tempo passi a tavola, meno paghi. Una formula ripresa dal passato: perché per fare le cose buone si deve guardare alle nostre radici culinarie.

Si chiamerà “Vâgh íñ ufézzí-ustarì”, in bolognese “Vado in ufficio – osteria”, è stata inaugurata il 5 ottobre 2020 in via dei Coltelli ed è a tutti gli effetti la prima osteria a tempo d’Italia. La sua formula stravagante sta facendo chiacchierare molti, tanto che il TG1 ha dedicato un servizio. Qualcuno ha anche notato che la formula sembra cucita appositamente sulle regole imposte dall’emergenza Covid-19.

Come funziona l’Osteria a tempo?
L’idea è di Mirco Carati e Antonella De Sanctis e non ha nulla a che vedere con le formule “All you can eat” o “Flat Food” (una gara a chi consuma più velocemente il pasto), ha a che fare con la storia culinaria di una Bologna antica. La formula sembra essere ripresa da un’antica osteria “collettiva” di via di Pratello, il cui menù prevedeva solo fagioli. Si chiamava “Ghiltòn” e aveva cucchiai legati ai tavoli con una catenella con i quali si consumava il pasto. Ovviamente tutti mangiavano dagli stessi cucchiai, che restavano legati ai tavoli. Oltre a questa particolarità, il conto veniva pagato in base al tempo di permanenza, rispondendo all’equazione “più stai, più mangi, meno paghi”.
Il Ghiltòn non esiste più, (e oggi non potrebbe esistere per ovvie esigenze igenico-sanitarie), ma è servito per dare spunto all’idea dei titolari di questa nuova osteria.

Compre prenotare?
Ovviamente è richiesta una prenotazione, nella quale il cliente deve specificare il numero dei commensali e per quanto tempo vogliono fermarsi. Il menù dello chef è composto da 9 portate: piatti della cucina tradizionale bolognese e non, vino escluso. Il tempo minimo di permanenza dei clienti è fissato ad un’ora, se poi volete il bis … il tempo si allunga e il conto pure. Il conto finale infatti non è composto dalla somma delle portate, bensì dal tempo trascorso una volta seduti al tavolo.
Unica condizione: il cliente s’impegna a lasciare il tavolo, quando termina l’ora concordata con la prenotazione.

Dunque: buona scoperta, buon appetito e non mangiate troppo di fretta!

 

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