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Nell’elenco di assolute priorità stilata dalla task force di Vittorio Colao figura anche la diffusione della rete 5G, ovvero l’Internet delle cose, abbreviato Iot ( Internet of Things ).

La questione preoccupa diversi sindaci che, senza scomodare sciocche teorie complottiste, si pongono delle domande relative soprattutto alla salute pubblica.

500 comuni si sono già schierati contro l’installazione di antenne per la nuova rete e altri 20 hanno addirittura emanato un ordinanza che ne vieta l’installazione.

Queste ordinanze fanno presa su principio di precauzione istituito dall’Unione Europea, che vieta esplicitamente sperimentazioni e installazioni di elementi non ancora classificati come cancerogeni.

Di fatto vogliono esercitare il proprio diritto di precauzione; di contro invece la task force di Colao che fa pressioni sul Governo per “escludere l’opponibilità locale” a questi progetti  “se i protocolli nazionali sono rispettati”.

Domande e dubbi ( più che leciti ) a cui non viene data la giusta visibilità, immediatamente bollate come teorie complottiste o psicosi collettiva priva di qualsivoglia fondamento.

Ne abbiamo parlato questa mattina su Nonelaradio.it durante la trasmissione Non e’ Fiorello.

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