Il 4 Novembre del 1918 terminava la prima guerra mondiale italiana.

Dopo 3 anni di spargimenti di sangue, inutili offensive, la rotta di Caporetto, la resistenza sul Piave, la riscossa di Vittorio Veneto, 600.000 morti e almeno il doppio dei feriti, veniva firmato l’armistizio tra l’Italia e l’Impero Austroungarico.

Dopo la vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto per gli austroungarici fu la fine, impossibilitati a continuare il conflitto, anche per i moti indipendentisti che stavano raccogliendo consensi in tutti i territori dell’est, l’esercito di Vienna andò letteralmente disgregandosi.

Quella che doveva essere una semplice ritirata si trasformò invece in una vera e propria fuga, con l’esercito italiano ad inseguire un un nemico le cui armate, affamate e male equipaggiate, avevano cessato di esistere come forza combattente.

Una settimana dopo, esattamente alle 11.00 dell’ 11 Novembre 1918, finirà la guerra anche sul fronte occidentale, con la resa delle truppe tedesche agli Alleati e la firma dell’armistizio di Compiegne.

Dai termini (molto, troppo duri )  di quell’armistizio ( Compiegne ) nacque tutto il mal contento che avrebbe gettato le basi per la presa del potere del Nazismo. Ma questa e’ un altra storia

 

 

 

 

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