La seconda battaglia di El Alamein iniziò il 23 ottobre del 1942 e terminò il 5 novembre dello steso anno nel contesto della campagna del Nordafrica, durante la seconda guerra mondiale.

Si affrontarono le forza italo-tedesche comandate da Erwin Rommel e l’Ottava armata britannica del generale Montgomery.

La battaglia vide gli inglesi, meglio equipaggiati, attaccare le linee dell’Asse per giorni e giorni, con bombardamenti continui e l’utilizzo massiccio di mezzi corazzati.

Alla fine l’armata corazzata agli ordini di Rommel venne costretta alla ritirata, rischiando l’annientamento totale.

La sproporzione di uomini e mezzi messi in campo da Montgomery era davvero schiacciante.

 

La battaglia fu particolarmente dura per i reparti italiani: ai paracadutisti della Folgore venne insegnato a combattere i carri armati inglesi con bombe a mano e bottiglie incendiarie.

I carristi della divisione Ariete dovettero affrontare con i modesti carri M13-40 di 13 tonnellate, i ben più moderni e potenti carri Sherman di 30 tonnellate in dotazione all’esercito britannico.

Per le truppe italiane la ritirata assunse i contorni di una vera e propria tragedia: abbandonati dai propri alleati tedeschi che erano provvisti di mezzi per la ritirata, i resti delle truppe italiane dovettero invece arrangiarsi a piedi.

La battaglia rappresentò un punto cruciale nello scacchiere nordafricano, un anno più tardi, in Tunisia, le forze italo tedesche si arrenderanno definitivamente agli alleati.

 

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