La scienza ha sempre respinto la teoria dell’esistenza di una bestia nel lago delle Highlands scozzesi.

Ma una recente ricerca potrebbe riaccendere le speranze degli amanti di Nessie. Dopo aver raccolto 250 campioni dalle profondità del lago, un gruppo di scienziati ha affermato che la presenza del leggendario animale “rimane plausibile”.

Nel 2018 il professor Neil Gemmell dell’Università di Otago in Nuova Zelanda, ha guidato un team globale che ha prelevato 250 campioni di acqua ed estratto abbastanza DNA per analizzare circa 500 milioni di sequenze genetiche. L’obiettivo era quello di raccogliere alcuni campioni lasciati dalle specie viventi nel lago, come pelle, squame, piume, pellicce ed escrementi.

“Ci sono stati più di un migliaio di avvistamenti segnalati di qualcosa a Loch Ness, che hanno creato questa idea di un mostro che si trova in acqua” ha dichiarato Gemell. “Da questi avvistamenti si possono dare circa quattro spiegazioni principali su ciò che è stato visto. La nostra ricerca essenzialmente scarta la maggior parte di queste teorie, tuttavia una teoria rimane plausibile”.

La storia del mostro può essere fatta risalire a 1.500 anni fa, quando un monaco irlandese raccontò in un libro di aver visto uscire dall’acqua una “selavaggia bestia marina” e di averla scacciata con le preghiere. Negli anni ’30 del Novecento, il giornale locale The Inverness Courier riferì il primo avvistamento moderno. Successivamente alcune bufale montate dai fotografi hanno screditato la teoria dell’esistenza del mostro..

G.L.

 

Fonte: INews

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here