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Il 1 luglio 1942, va in scena la prima battaglia di El Alamein, in Egitto, un deserto di sabbia e roccia, una strada, una ferrovia, un minuscolo insediamento e poco altro.

“In una buca vicino alla mia c’era il Cap. Magg. Vissone Salvatore (mi ricordo che lui era sarto e si era confezionato un paio di mutandine rosse e blu con la stoffa di una bandiera catturata al nemico sul fronte dei Balcani). Esso urlava perché era stato colpito al basso ventre. Il Sergente Marchese urlava per richiedere una barella, quando la portarono io ed il Ten. Brizzolara, portammo il ferito al riparo nel sottostante costone”

(testimonianza del paracadutista Telino Zagati)

Qui si svolse una battaglia storica, decisiva per le sorti della Seconda Guerra Mondiale, da una parte le forze dell’asse Italo-Tedesco, comandate dal feldmaresciallo Rommel, dall’altra le forze alleate guidate dal generale Montgomery. Fu la prima volta che le forze dell’asse subirono una sconfitta, alla fine della guerra Winston Churcill dichiarò: “prima di El Alamein non avevamo riscontrato una vittoria, dopo El Alamein, non conoscemmo una sconfitta”.

Le guerre spesso producono miti e la guerra in Nord-Africa ebbe un andamento particolare, dall’avanzata dell’asse quasi fino ad Alessandria d’Egitto fino alla ritirata ma al di là del risultato sul campo ebbe un risvolto umano incredibile e nonostante la sconfitta, risaltò l’eroismo dei soldati italiani, tagliati fuori dai rifornimenti, soverchiati nel numero e privi di mezzi e munizioni.

Nonostante questo, la 185° divisione Folgore, ricevette l’Onore delle Armi da parte delle forze armate alleate.

Il comportamento della divisione Folgore durante la battaglia di El Alamein fu eccezionale, riuscendo a resistere assieme ad elementi della Divisione “Pavia” ai ripetuti tentativi di sfondamento portati dalla 7ª Divisione Corazzata britannica (23 ottobre, sostenuta dalla Brigata Francia Libera, e 24 ottobre), come anche il grande attacco concentrico portato il 25 ottobre da elementi 7ª Divisione Corazzata e della 44ª e 50ª Divisione di fanteria, e l’ultimo tentativo della 132ª Brigata Fanteria (44ª Divisione) il giorno 27.

Il coraggio e lo spirito combattivo della divisione suscitò il rispetto e l’ammirazione anche da parte degli stessi avversari. In ottemperanza agli ordini dell’ACIT la divisione Folgore iniziò la ritirata nella notte del 3 novembre 1942, in condizioni rese difficilissime dalla mancanza di mezzi di trasporto.

Dopo due giorni di marcia nel deserto, alle 14:35 del giorno 6, dopo aver distrutto le armi, ciò che restava della Divisione si arrese alla 44ª divisione fanteria britannica del generale Hughes, senza mostrare bandiera bianca e senza mai alzare le mani ai nemici; i paracadutisti ottennero dai britannici l’onore delle armi e dopo la resa il generale Hughes volle ricevere i generali Enrico Frattini e Riccardo Bignami e il colonnello Boffa, complimentandosi per il comportamento della divisione.ù Dopo la battaglia di El Alamein alla Divisione Folgore ed ai suoi Reggimenti verrà conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Interamente distrutta in combattimento, la divisione “Folgore” venne sciolta a fine 1942.

Leonardo Orsi

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